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Posts Tagged ‘“Io e Annie”’

L’icona del cinema Woody Allen compie 90 anni. Auguri!

Tra nevrosi, ironia, scandali, amori, tradimenti, jazz, Manhattan, ci ha regalato finora più di cinquanta film, premiati con quattro Oscar e tanto successo. E presto sarà di nuovo dietro la cinepresa, a Madrid, per imprimere con genio altra pellicola. Come piace a lui, lavorare per dimenticare il destino di noi umani.

E allora Woody, buon lavoro! E grazie per averci insegnato a sorridere dei nostri limiti e delle nostre ossessioni.

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Una delle mie attrici preferite, Diane Keaton. Un’icona, inarrivabile ma possibile, per le ragazze dell’altro secolo.

Per lo stile, il talento, il sorriso, la leggerezza, l’ironia. Eternamente giovane di spirito, e con quell’intelligenza vivace che le faceva accogliere con gioia, anche nel secondo tempo della vita, quanto si ritrovava innanzi.

Aveva un modello femminile di riferimento, la mitica attrice Katherine Hepburn. Per l’indipendenza ostinata e l’eleganza maschile, ma anche per la vulnerabilità mai celata e la grazia di un tempo antico.

Musa di Woody Allen (di cui diceva “gli devo tutto“), che la rese indimenticabile in “Io e Annie” (Annie Hall era un po’ lei, col suo cognome anagrafico, quel nome con cui la chiamava solo lui, e quello stile Keaton subito copiato ma inimitabile), film che le valse l’Oscar. Con Allen lavorò anche nello splendido “Manhattan” (come dimenticare certi dialoghi surreali?) e nel divertente “Misterioso omicidio a Manhattan” (una ricerca ossessiva e al contempo terapeutica per la coppia), per citare i più famosi.

Indimenticabili i suoi ruoli, dalla resiliente Kay Adams che tiene testa al marito Corleone/Al Pacino ne “Il padrino” alla intraprendente donna newyorkese in carriera costretta per una “eredità” a riprogettare la sua vita nel Vermont in “Baby boom”, da “Il club delle prime mogli” al “3 donne al verde” in cui lavora all’unisono e divinamente con altre colleghe, fino alla commedia “Tutto può succedere” (il film da lei più amato) in cui recita la parte di una commediografa di successo che si incontra/scontra con un imprenditore in crisi di mezza età (un bravissimo Jack Nicholson), ruolo che le regala la quarta candidatura all’Oscar.

Di lei in queste ore Jane Fonda ha scritto: “E’ difficile credere o accettare che Diane se ne sia andata. Era sempre una scintilla di vita e di luce, rideva sempre delle sue debolezze, era infinitamente creativa. Era unica. E, anche se non lo sapeva o non voleva ammetterlo, era una brava attrice“. Le fa eco Steve Martin: “Non c’era nessuno come Diane. Il suo talento era immenso, ma la sua umanità lo era ancora di più“. E Meryl Streep ricorda forse il senso del suo esserci stata: “Diane non se ne va davvero. Vive in ogni donna che ha osato essere diversa, in ogni attrice che ha scelto la verità invece della perfezione“.

Grazie Diane Keaton. Grazie per averci illustrato altre possibilità. Lieve a te la terra, come lo sei stata tu camminandoci.

American filmmaker and actor Woody Allen with actress, Diane Keaton, his girlfriend at the time, at the Hilton Hotel, London, 18th October 1970. (Photo by Pierre Manevy/Daily Express/Hulton Archive/Getty Images)

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