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“Il carattere che distingue la Resistenza da tutte le altre guerre é stato quello di essere più che un movimento militare, un movimento civile.”

Piero Calamandrei, politico italiano e padre Costituente.

Jack Nicholson 80

Sorriso malandrino, pronto a diventare luciferino. E una capacità attoriale di livello superiore. Tale da consegnarli tre Oscar e quindici nomination.

Jack Nicholson. Un nome, una leggenda. Tanto che i suoi 80 anni appaiono un mero accidente anagrafico.

Le sue interpretazioni stanno a dimostrarlo. Da “Shining” a “Chinatown”, da “Il postino suona sempre due volte” a “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Film questo capace di far affacciare per la prima volta il grande pubblico sull’abisso della malattia mentale e dei manicomi. Con Nicholson sublime a camminare come un funambolo sul filo di quel precipizio.

Ironia dissacratoria come solo un aretino, con il senso immediato e sfrontato per la battuta. Capacità sublime di nobilitare l’arte del nulla attraverso l’uso sapiente del surreale. Visione acuta e predittiva dei mezzi di comunicazione unita ad un’intelligenza vivace e giocosa. Con la leggerezza a segnare la rotta di navigazione. Nell’etere e nell’esistenza.

Questo è stato Gianni Boncompagni. Ma il mio “Bonco” é stato soprattutto quello di me piccina, che capivo e non capivo, forse perché piccina, forse perché con poco senso. Seppure un senso alto, doppio, acuto come l’arco, senza freccia, oltre il reale. Quel senso che, ora lo so, piace a me fin da piccina, allora non sapendolo. Quello che mi faceva rientrare da scuola in fretta per ascoltare i tormentoni e i non-sense di “Alto gradimento”. Abbeverandomi ad altra scuola, che trovava il suo farsi, disfarsi e avvilupparsi nei senza senso pieni. Che, nel caso di Boncompagni, si palesavano anche attraverso testi musicali in cui le rime si accoppiavano danzando e giocando, come una “ballerina di Siviglia”, la sua appunto, “con lo scialle di ciniglia”, a cui si chiedeva di “non scoprire la caviglia”.

Bischero cazzeggio, nobile fraseggio. Leggerezza a tratti insostenibile. Ma necessaria, quanto e più dell’aria.

Buona Pasqua!

Auguri di una Pasqua Serena ai viaggiatori di espress451.

Risultati immagini per totò

E’ stato un genio. Riconosciuto post mortem. Come spesso accade.

Ha raccontato l’uomo qualunque col talento di chi qualunque non è.

E resta attuale. Nella gestualità istrionica, nelle battute fulminanti, nella profondità malinconica.

Grazie Principe Antonio de Curtis per averci regalato schegge del tuo mondo poco terreno.

Renato Guttuso, “La Crocifissione”, dettaglio – 1942

Elì, Elì, lamà sabactàni?” –  “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27,46)

Risultati immagini per primo levi 30 anni fa

A trent’anni dalla sua scomparsa il monito di Primo Levi continua a vibrare indelebile. Seppur a tratti inascoltato.

E non possono che risuonare sempre alte le parole che usò Claudio Magris nel suo articolo per la scomparsa di Primo Levi: «È morto un autore le cui opere ce le troveremo di fronte al momento del Giudizio Universale».