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Quando persino il segno umano di Dio in terra mostra la sua fragilità…

C’era una volta una porta che affacciava su un paese… Volta la carta.

C’era una volta un paese di nome Amatrice che raccontava una comunità… Volta la carta.

C’era una volta una comunità di nonni e nipoti che stavano insieme sul finire dell’estate… Volta la carta.

C’era una volta l’estate… Scarta quella carta.

E ricomincia a giocare…

Sempre la stessa storia.

Bravi, virtuosi, eroi nel dopo. Cioè nell’immediato di un’emergenza.

Assenti, pressapochisti, nullafacenti nel prima. Ovvero nella prevenzione.

Sempre italiani.

Ma i primi sono lo slancio del cuore. Che è pronto a donarsi per chi necessita. Pur avendo, di suo, poco.

I secondi sono invece, o dovrebbero essere, la forza della ragione. Coloro che prendono le decisioni nelle stanze del potere. Talvolta agendo in nome del risparmio o della ruberia. Pur avendo, di loro, già molto.

La terra trema

Il comune di Amatrice visto dall'alto dopo il sisma

Il comune di Amatrice visto dall’alto dopo il sisma

” […] Or tutto intorno
Una ruina involve,
Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
I danni altrui commiserando, al cielo
Di dolcissimo odor mandi un profumo,
Che il deserto consola. A queste piagge
Venga colui che d’esaltar con lode
Il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
E’ il gener nostro in cura
All’amante natura. E la possanza
Qui con giusta misura
Anco estimar potrà dell’uman seme,
Cui la dura nutrice, ov’ei men teme,
Con lieve moto in un momento annulla
In parte, e può con moti
Poco men lievi ancor subitamente
Annichilare in tutto.
Dipinte in queste rive
Son dell’umana gente
Le magnifiche sorti e progressive. […]  

Da “La ginestra, o fiore del deserto” di Giacomo Leopardi

Stile anatra

stile anatra

Quando il mare è mosso e viene meno l’effetto acquario, non scendo tra i flutti con la presunzione e il privilegio di confondermi col mondo sommerso e scelgo lo stile anatra.

Che prevede galleggiamento da deriva tra i marosi e visione da sommergile delle terre emerse. Con i pensieri a farsi medusa, sometimes urticandomi.

Ma, scivolando come un’anatra sull’acqua, il pensiero-medusa si allontana. Lasciandomi solo la sua cangiante e veloce intuizione. Senza effetti collaterali.

Redford 80

Robert Redford compie ottant’anni.

Eppure per noi fanciulle l’attore resta il nostro principe sempre azzurro. Senza macchia e senza paura.

Il cacciatore libero de “La mia Africa, il giornalista sopravvissuto de ” I tre giorni del condor”, il cowboy fuorilegge di “Butch Cassidy”. Sempre bello, ma a partire da dentro, sguardo e sorriso. Ecco perché principe azzurro dell’immaginario femminile.

“Io non penso a invecchiare ma a continuare, sono felice così”, ha dichiarato l’attore a proposito di questo compleanno.

E allora auguri a Robert Redford. E grazie per il tempo trascorso “pericolosamente insieme”.

PS: Felice ottantesimo genetliaco anche al creativo Mogol. Un altro artista che ci ha regalato “emozioni”. Attraverso “pensieri e parole”.

E’ Palio di Siena. Pur se blindato. Come ormai tutto il nostro tempo di vacanza e di festa.

Ma il drappellone, bellissimo, ci riconcilia con la parte più alta del cammino umano. La capacità, attraverso l’arte, di raccontare storie e desideri.

L’opera, dell’artista belga Jean-Claude Coenegracht, è un omaggio ai settant’anni di voto alle donne, con richiami sublimi all’Art Déco.

E allora pronti ai canapi, attendendo la Mossa.

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