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Suona strano, la “Cometa di Neanderthal”.

Ma risulta addirittura incredibile che noi umani, della specie “Sapiens Sapiens”, possiamo vedere, in questo inizio di febbraio 2023, il passaggio di una cometa vista dai nostri “cugini” di Neanderthal ben 52000 anni fa.

Soprattutto fa girare la testa e i nostri pensieri piccoli vedere polvere di stelle tanto lontana. Non solo nello spazio ma anche nel tempo. Con quella scia verde visibile per qualche notte nei pressi della Stella Polare. A raccontarci di noi, di quando eravamo davvero “piccoli”.

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Memoriale di Dachau

La fatica è quella dei sopravvissuti, ormai davvero pochi purtroppo. La fatica di ripercorrere quell’orrore, che tanto continua a devastarli. È sufficiente sentire le parole di Sami Modiano, 92 anni e tanta fragile forza nel dire quanto di sé è ancora chiuso dentro l’orrifico Campo di Sterminio di Birkenau. Insieme a quelli che laggiù, nella ferita più cupa dell’umanità, sono rimasti. Tra cui suo papà Giacobbe, uno sprone per lui affettuosissimo, e l’amatissima sorella Lucia. E gli occhi di Samu si velano, ricordando ed essendoci, di lacrime e di perché. Di perché sulla Shoah di un popolo, di perché sulla sopravvivenza sua.

Il dovere è il nostro. Il dovere di raccontare, “tatuandoci” dentro i ricordi dei sopravvissuti, affinché essere i prossimi testimoni della Shoah. Trasmettendo così alle nuove generazioni, perché l’uomo non dimentichi l’abiezione di sé, il fondo della propria barbarie. Per evitare che tale immane colpa, di noi tutti, diventi qualche “storta sillaba” risolta in poche righe sui libri di storia, come amaramente paventato dalla senatrice Liliana Segre. Di modo da ricordarci sempre che l’Indifferenza, quella scritta a lettere cubitali al “Binario 21” di Milano, é un virus latente e subdolo che si insinua facilmente nel nostro modo di agire. Rischiando di perpetrare quella dolorosa divisione tra “Sommersi” e “Salvati”.

La parola “latitanza” ha molto in comune con “latenza”, ovvero il “nascondimento”. Ma mentre ciò che è “latente” giace in modo indefinito nell’ombra, il “latitante” è chi sta nascosto in modo ripetuto e mai definito. Cioè non sparisce mai del tutto, emerge ora qui ora là, restando inafferrabile ma proseguendo la sua attività. Appunto.

Il latitante continua a delinquere, ma nell’ombra, tramando e ordinando. Perciò necessita, per “tramare”, di “tessuto”, fatto di fili che si muovono a suo piacimento.

È quanto accaduto per ben sei lustri a Matteo Messina Denaro. Che in quella latitanza quasi infinita ha evidenziato esserci anche “tracotanza”, ossia l’arroganza di chi “pensa oltre”, certo di poter fare quanto vuole, al punto da non riconoscere il limite della propria posizione, peraltro “nascosta”, da latitante. Ma il tracotante con la mente va oltre quanto gli sarebbe logicamente concesso.

E infatti il boss di cui sopra è andato personalmente ad acquistare la sua ultima automobile. Con sfregio di ogni prudenza. O piuttosto con certezza di completa impunità.

Fratel Biagio

Due giorni fa, il 16 gennaio 2023, è stato catturato a Palermo il “capo dei capi” Matteo Messina Denaro, latitante da trent’anni. Data storica per l’Italia, da dedicare alla memoria di chi ha lottato contro la mafia sacrificando anche la propria vita.

Eppure Palermo è molto di più. Nello stesso giorno della cattura del boss mafioso Messina Denaro, la città piangeva Fratel Biagio, un missionario laico che ha dedicato la sua intera esistenza ai poveri, fondando la “Missione di Speranza e Carità” di Palermo. Migliaia di palermitani gli hanno reso l’ultimo saluto.

Forse gli stessi che hanno ringraziato i Carabinieri del Ros per il lavoro svolto con dedizione e tenacia giungendo ad un così alto risultato, quale l’arresto di chi ha ordito nell’ombra sanguinarie trame contro lo Stato.

Ecco perché ho scelto il volto luminoso di Fratel Biagio e quello oscurato dei Carabinieri del Ros per raccontare la Palermo di questi giorni. Calando invece un velo su chi è stato il mandante di tanto dolore.

Era la Lollo nazionale, e lo sarà per sempre.

Gina Lollobrigida è stata tanta parte di cinema, rendendo le sue interpretazioni più famose, dalla “Bersagliera” a fianco di Vittorio De Sica in “Pane, amore e fantasia” alla Fata Turchina del “Pinocchio” televisivo di Luigi Comencini, delle icone nazionali universalmente riconoscibili. E premiate.

E poi tante altre pellicole, tra Roma e Hollywood, insieme ad altrettanti riconoscimenti.

Fintanto che sentì l’urgenza di doversi esprimere anche attraverso la fotografia e la scultura, suoi antichi amori, iniziando un’altra esistenza, altrettanto legittimata. “A un certo punto della vita, mi sono resa conto che quel ruolo di primo piano mi stava stretto. Grazie ad altri interessi, la fotografia, la scultura, ho imparato a mettermi da parte e osservare gli altri

Scelta tutt’altro che semplice dopo essere stata negli occhi e nell’immaginario del mondo intero. In realtà una scelta intelligente e libera, come lei.

Il colore Pantone 2023 è il “18-1750, Viva Magenta”, una tonalità rosso carminio con sfumature violacee, un colore che Laurie Pressman, vicepresidente dell’Istituto Pantone, definisce “non convenzionale per un tempo non convenzionale“. Una miscela artificiale e naturale che, aggiunge ancora Pressman, “evidenzia il nostro cambio di prospettiva, mettendo in luce il nostro bisogno di sentirci più attivi e infondendo quella forza necessaria per poter abbracciare con coraggio, positivamente e senza paura, un nuovo percorso“.

Quindi “Viva Magenta” sia, con una visione prospettica positiva.

Quell’abbraccio…

Ci era piaciuto tanto quell’abbraccio tra Vialli e Mancini per la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio nell’estate sportivamente magica del 2021.

Ci era piaciuto perché c’era commozione, amicizia, condivisione. In breve, un idem sentire, quel medesimo sentire, raro e prezioso, che ti fa provare quanto prova l’altro, e di ciò gioisci.

Oggi, all’uscita di scena terrena di uno dei due “gemelli del gol”, quell’abbraccio assume una diversa sfumatura, ancora più tenera, seppure più triste. Perché cogliamo, ora e purtroppo, che quell’abbraccio non riguardava solo il qui e ora, ma anche l’altrove e l’allora, ovvero il viaggio, la bellezza, la fatica, la gioia, il dolore, la speranza. Insomma, la vita tutta.

Ecco perché quell’abbraccio oggi ci emoziona ancora di più. Perché riguarda tutti noi.

Ps: Terra lievissima a quel “capitano di navigazione” che è stato Gianluca Vialli.

Che l’Epifania possa essere Autentica Rivelazione.

Per tutti noi.

Teologia, umiltà e ritiro. Queste le parole caratterizzanti il percorso spirituale di Benedetto XVI, Papa Emerito.

E le dimissioni, con il suo carico di novità e coraggio, a consegnarlo alla Storia.

Buon Anno 2023

Con l’augurio che possa esserci più fresco per il nostro pianeta e più calore per i nostri affetti.

Buon Anno a tutti i viaggiatori di espress451!