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Marcos Saboya and Gualter Pupo "Labirinto di libri" - Southbank Centre di Londra, 2012

Marcos Saboya and Gualter Pupo “Labirinto di libri” – Southbank Centre di Londra, 2012

Nella Giornata mondiale del Libro l’Associazione Italiana Editori lancia l’iniziativa #ioleggoperché, in cui i protagonisti sono i libri e i lettori. L’obiettivo è di stimolare chi legge poco o chi non legge, ben più della metà degli italiani.

E allora per una giornata almeno parliamo di libri, regaliamoli, facciamoli circolare, incantiamo con le loro storie chi ancora fa fatica ad avvicinarli. E poi proviamo a spiegare perché leggiamo.

Io comincio con tre perché. Aspetto i vostri.

Io leggo perché:

Perché è un incontro. Con altre persone, altre vite, altri punti di vista. Che apre conoscenze e amicizie. E a volte autentici innamoramenti.

Perché mi perdo, come in un labirinto. Ritrovandomi, con una nuova bussola.

Perché è un piacere. Pregustato, sfaccettato, prolungato. Nel “vedere” personaggi, luoghi, azioni.

Ps: curioso che nella Giornata del Libro ricorra anche il decimo anniversario di Youtube. Proprio il 23 aprile 2005 veniva infatti caricato il primo video sulla piattaforma.

Opera di Andrea Crostelli

Opera di Andrea Crostelli

«Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo col tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite,
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire»

Erri De Luca, Piazzapulita 20 aprile 2015

Le parole finiscono quando qualcosa è più grande di noi.

Che tanti uomini e donne e bambini muoiano in mare, quello nostrum, scappando dalla guerra alle loro spalle, è un’emergenza umanitaria di proporzioni ormai bibliche.

Ed è criminoso che il mondo giri la testa altrove. Come se qualcuno, in fuga da chi lo insegue per ucciderlo, bussasse alla nostra porta e noi fingessimo di non sentire perché occupati a stendere il bucato. Avendo steso a questo punto per sempre la nostra umanità.

Ps: Proprio oggi, in drammatica coincidenza, è iniziata a Torino l’Ostensione della Sacra Sindone, quel lino che in sé porta scritto il dolore e l’amore dell’Uomo.

"Galleria dei Re", Museo Egizio - Torino

“Galleria dei Re”, Museo Egizio – Torino

Il nuovo Museo Egizio di Torino è stupefacente. Soprattutto per l’allestimento scenografico. Firmato da un tre volte Premio Oscar quale Dante Ferretti.

Le “sue” luci” regalano la sensazione di essere su un set. Di un film storico o dell’Aida.

E per quanto il lavoro filologico sui reperti e architettonico sul restauro sia di sicuro valore, è l’ingresso nella “Galleria dei Re” a proiettarci, orologio a ritroso, nella Valle del Nilo. Attorniati e incantati da sguardi ieratici.

E per questo, ancora oggi, orologio in avanti, ermetici e ammaliatori.

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Coincidenza curiosa, nonché drammatica, che le vittime della sparatoria al Tribunale di Milano rappresentino gli attanti di un processo nel suo svolgersi: giudice, avvocato, imputato. Posti, e non solo umanamente, sullo stesso piano, perché ciascuno di essi, in tribunale, svolge, rappresentandolo, il proprio “ruolo”: il giudizio, la difesa, la colpa.

Ed è su questa divisione di “ruoli” che si fonda il diritto e il rispetto dello stesso. Su tale impianto è nata la civiltà. Difenderla è anche non ammettere, negli atti criminosi, alcuna attenuante giustificativa.

Eccetto un’umana pietà.

Il grattacielo "Intesa San Paolo" di Renzo Piano - Torino

Il grattacielo “Intesa San Paolo” di Renzo Piano – Torino

 

L’abbiamo “scalato” in tanti nel weekend.

Giungendo al suo “tetto” di 166 metri, che regala un panorama all around.

E sorprendendo con una bellissima serra, dove luce e leggerezza danzano.

In prossimità, quasi insostenibile, del cielo.

 

serra

scacchi

E’ sconcertante che in un periodo storico come il nostro, senza guerre dichiarate, stia diventando più probabile di qualche decennio fa morire per colpi di arma da fuoco.

Ed è denigrante per il progresso dell’umanità stessa. Viene in mente il pensiero di Ludovico Ariosto che 500 anni fa si disse contrario alle armi da fuoco, “machina infernal” che stravolge il sistema dei valori militari: “Come trovasti, o scelerata e brutta / invenzion, mai loco in uman core?“.

Succede ormai per tanti motivi: una rapina andata male, una depressione finita peggio, una vacanza bagnata dal sangue, una preghiera stroncata nella violenza. Comunque la sopraffazione.

E per tutti noi, che dalla democratica e civilissima Grecia arriviamo, è una sconfitta. Bruciante.

 

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