
“Ad ogni lunazione ti avvicini
a me che aspetto l’Omega imperfetto.
Fatico, ondeggio, mi riprendo
per trovarti, mi illudo, nel Mare
della Tranquillità (la tua? la mia?).
E quando estenuata mi ritiro
(non cessa la ricerca indefessa…)
emani luce inattesa a me
in girotondo, di nuovo leggera,
eterea emanazione della sera.
È un battito di scarto che consola,
un Tau assoluto a farmi da caròla”.
A te mamma, che tanto eri e ora tutto sei…





