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Archive for the ‘Verso’ Category

Noi aleggiamo in questo luogo – noi, le memorie.

Da “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters

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Siamo gli innumerevoli
raddoppia ogni casella di scacchiera
lastrichiamo di corpi il vostro mare
per camminarci sopra

Non potete contarci:
se contati aumentiamo,
figli dell’orizzonte
che ci rovescia a sacco

Nessuna polizia può farci prepotenza
più di quanto già siamo stati offesi
faremo i servi, i figli che non fate
le nostre vite i vostri libri di avventura

Portiamo Omero e Dante,
il cieco e il pellegrino
l’odore che perdeste
l’uguaglianza che avete sottomesso

Da qualunque distanza
arriveremo a milioni di passi
noi siamo i piedi e vi reggiamo il peso
spaliamo neve, pettiniamo prati

Battiamo tappeti
raccogliamo il pomodoro e l’insulto
noi siamo i piedi
e conosciamo il suolo passo a passo

Noi siamo il rosso e il nero della terra
un oltremare di sandali sfondati
il polline e la polvere
nel vento di stasera

Uno di noi, a nome di tutti,
ha detto “non vi sbarazzerete di me
va bene, muoio, ma in tre giorni
risuscito e ritorno”

In braccio al Mediterraneo
migratori di Africa e di oriente
affondano nel cavo delle onde.
il pacco dei semi portati da casa
si sparge tra le alghe e i capelli
La terraferma Italia è terrachiusa.
Li lasciamo annegare per negare.

Erri De Luca, “Solo andata”

 

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Opera di Andrea Crostelli

Opera di Andrea Crostelli

«Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola
e del mondo col tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale,
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva e di vendemmia.
ti abbiamo seminato di annegati più di
qualunque età delle tempeste.

Mare Nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite,
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
madre, padre prima di partire»

Erri De Luca, Piazzapulita 20 aprile 2015

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"Albero di matite" di Dave Rittinger

“Albero di matite” di Dave Rittinger

Essere matita è segreta ambizione.

Bruciare sulla carta lentamente

e nella carta restare

in altra nuova forma suscitata.

Diventare così da carne segno,

da strumento ossatura

esile del pensiero.

Ma questa dolce

eclissi della materia

non sempre è concessa.

C’è chi tramonta solo col suo corpo:

allora più doloroso ne è il distacco.

 

“Essere matita è segreta ambizione” di Valerio Magrelli

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Segno incontrovertibile

del tuo passaggio

i gesti minimi

di un’esistenza

che in me si ripeteranno

inavvertitamente, perché tuoi.

Da “I colloqui dell’assenza nel giardino dei passi perduti” (Ester Maero)

A mamma Marisa, presente in modo diverso… (11 dicembre 2004 – 11 dicembre 2014).

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È venuto il tempo
che il ranuncolo limpido
rischiara
!’erba folta ed amara;
fitte e stupite
si schierano sulle prode
le margherite;
già l’usignolo s’ode.

“Tempo di primavera” di Attilio Bertolucci

Ps: primavera anche per questo blog, che compie tre anni…

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Sei diventato il sogno luminoso / che si inerpica leggero nel mio / tormentato sonno, trasparente / medusa che sfioro e intuisco / solo quando non sento e non penso.

Creatura divina, mi sorridi / con movenze a te appartenute / in nuce, e qui ora, nella reale / fragilità dell’attimo altro, / librate nella loro intima e duratura assenza.

Da “I colloqui dell’assenza nel giardino dei passi perduti” (Ester Maero)

A papà Sergio, nei dieci anni di assenza-presenza… (15 febbraio 2004 – 15 febbraio 2014)

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