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Posts Tagged ‘zucche’

Halloween, ovvero vigilia di Ognissanti in salsa celtica. Rito di passaggio per esorcizzare l’inverno e la fine. Ricordando il momento in cui la vita sembra tacere, seppur sottoterra…

Dissolvimento delle leggi spazio-temporali, con l’aldilà a sfiorare il di qua. Paura e allegria, buio e luce, travestimento e devozione. Gli opposti che si toccano, gli spiriti tra i vivi.

Un passo nell’Altrove. Solo per una notte.

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zucca-turbante-di-turco-mini

Quasi quasi azzardo e scelgo “scherzetto”.

Del resto è un po’ di tempo che ci fanno credere che le zucche siano carrozze…

Ps: ogni riferimento a qualsivoglia “fiaba” è puramente casuale.

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cenerentola

In questi giorni ovunque ti volti vedi zucche. Risotti, fantasmi, dolcetti, scherzetti. E allora decido di tornare alla mia prima zucca, che è quella resa carrozza da una fata per Cenerentola. Rendendo possibile un sogno.

« “Sono la fata tua madrina e mi chiamo Smemorina. Non abbiamo molto tempo a disposizione. Penso che per prima cosa tu abbia bisogno di una zucca.” Cenerentola non capì il motivo, ma obbedì e raccolse una grossa zucca.  La fata agitò la sua bacchetta magica verso di essa, e cantò: “Salagadula, mencica bula, bibbidi-bobbidi-bu….“. La zucca si alzò lentamente sul fusto, mentre i viticci arrotolandosi si trasformarono in ruote: in un attimo diventò una stupenda carrozza. »

Una festa per Cenerentola. Un’autentica Halloween ante litteram.

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Periodo di zucche. Di ogni genere. Da chi sembra non capire alla carrozza di Cenerentola.

Per Halloween la nostra testolina va alla zucca mantovana, alla gialla mammouth, alla moscata di provenza.

Protagonista assoluto è il colore arancione, che tinge anche il risotto se la zucca scende grattugiata in padella.

E se volete che crema sia, dolce ma in sapidità, un tocco di gorgonzola nella mantecatura.

Nel giorno del “dolcetto o scherzetto” è bello esagerare con una vera zucca quale piatto di portata.

Fantasticando così di avere Arcimboldo tra i commensali.

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Sì lo so, è Halloween. O meglio, è Halloween per metà mondo. Per l’altra metà è l’ultimo giorno di ottobre, quello che ci traghetta al “mese dei morti”. Ma è proprio questo a unire le due metà.

La parte di mondo pagana-laica-celtica festeggia con Halloween la festa di Ognissanti dando più enfasi all’aspetto stregonesco-misterioso nel rapporto con il mondo ultraterreno. La parte di mondo cristiana-religiosa-mediterranea celebra con Ognissanti e la Commemorazione dei defunti il momento di riflessione sul “passaggio”.

In realtà i due modi di “festeggiare” hanno la stessa matrice folcloristico-culturale-sacrale, che risiede nelle celebrazioni agricole di “Samhain”, antica festa pagana, ma accettata dalle comunità cristiane, per la chiusura dei raccolti, appunto a fine ottobre.

Nella dimensione contadina circolare-ciclica del tempo, “Samhain” sta fuori dalla dimensione temporale, non appartenendo né all’anno vecchio e neppure al nuovo. In quel momento il velo che divide dalla terra dei morti si assottiglia ed i vivi possono accedervi. Quindi “Samhain” diventa “il giorno che non esiste”, quello in cui la barriera tra il mondo dei vivi e quello dei morti cade, permettendo alle due dimensioni di incontrarsi. Da qui le celebrazioni in onore di chi “non è più”, aspetto assimilato dal Cristianesimo con l’istituzione delle festività di “Ognissanti” e del “Giorno dei morti”.

Quindi ad ognuno il proprio modo di contemplare il Mistero.

Ps: io comunque continuo a pensare alla zucca non in quanto “testa intagliata” per la notte di Halloween, ma in quanto mezzo di trasporto di Cenerentola per la sua notte magica… Imprinting infantile.

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