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Posts Tagged ‘voce’

Ogni termine per lei sembra minimo.

E allora siano le parole dette nel 1997 dal grande Faber, divenuto famoso grazie all’interpretazione da lei data de “La canzone di Marinella”, a renderle omaggio: “La voce di Mina è un miracolo. Credo che lei sia nata con la musica nel DNA, è come se avesse avuto una memoria prenatale della musica, e questo è il fenomeno tipico della genialità, sapere prima di conoscere. E te ne accorgi quando la senti cantare, perché tutte le sue evoluzioni vocali, le picchiate, i glissati, i grappoli di note in brevissimi intervalli di tempo, le svisature della melodia, sono assolutamente spontanee, come noi quando parliamo.”

Auguri Mina. E che la leggerezza delle tue “mille bolle blu” possano presto tornare a caratterizzare i passi di tutti noi.

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La “Regina del soul” Aretha Franklin ci lascia orfani di quella sua inimitabile e superba voce definita “una meraviglia della natura”.

A lei, simbolo della cultura afroamericana, quel suo “Respect” tante volte cantato quale vessillo orgoglioso di rivendicazione di sacrosanti diritti umani.

“I say a little prayer” diceva in musica con un timbro unico. Che continua ad arrivare in Alto.

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E così il “Blue Monday” si chiude con la triste notizia della voce strepitosa della cantautrice irlandese Dolores O’Riordan che si è spenta.

“Just my imagination” ricorda i colori felici del suo canto. Di solista, ma soprattutto di front woman e chitarrista dei “The Cranberries”.

Anche se è impossibile non tornare con la mente al suo celebre urlo disperato, quasi predittivo della dilagante violenza, che ha reso universale “Zombie”. Con quella voce così particolare che partiva dal cuore per arrivare al cuore.

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arnoldo foa

E’ stato un grande attore italiano, interprete magistrale del Novecento.

Ma Arnoldo Foà era soprattutto la “voce”, dal timbro profondo ed inconfondibile. Con cui rendeva uniche le sue innumerevoli e brillanti performance. Attraversando da protagonista la vita culturale del “secolo breve”.

Un autentico primo attore, che però amava dire: “Mi piacciono di più i sorrisi amichevoli delle congratulazioni.”

Davvero un altro secolo.

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edithpiaf

Edith Piaf, la voce di Parigi, si spegneva mezzo secolo fa, l’11 ottobre 1963.

Quel piaf, “passerotto” in parigino, dalle mille sfumature nella voce, con le note che richiamavano le atmosfere gioiose ma anche malinconiche di un’intera città, taceva per sempre.  Jean Cocteau, rendendole omaggio, disse: “Non ho mai conosciuto un essere umano così poco avaro della sua anima. Non la dispensava, la prodigava, ne buttava l’oro dalla finestra“.

All’umanità resta la celeberrima “Vie en Rose“, un inno alla vita dopo gli anni della guerra, canzone di cui fu autrice e magnifica interprete.

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libertà stampa

Triste che in Italia, nella giornata mondiale per la libertà di stampa, si debbano registrare tre femminicidi, avvenuti nelle ultime 24 ore.

Ora si fa davvero urgente che la politica se ne faccia carico. Perché uno Stato democratico difende le libertà fondamentali.

Permettendo a chiunque di raccontare quanto vede e sente. Senza timore di non poterlo più fare il giorno seguente.

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Voce indimenticabile quella di Giuni Russo, che troppo presto ci ha lasciato orfani della possibilità di ascoltare un dono divino.

Ma il 27 settembre 2012 su Radio Monte Carlo, in anteprima nazionale, le sue corde vocali si sono dispiegate antiche e nuove al suono di “Para Siempre”, un brano inedito scritto dalla cantante nel 2000.

Che emozione sentire quella vertigine di talento in una tonalità originale e profonda, da brivido.

L’anteprima del cd che uscirà a novembre è da “raccogliere” come delicata pioggia sulle anime stanche che in questi tempi siamo.

Ricordando a noi stessi che ciò che realmente conta è “para siempre”.

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Quella voce… Potenza e magia a rincorrersi lungo il guard rail di note e destino.

Quella voce… Inesorabilmente muta nel suo divenire.

Ma, in virtù del tasto play, nelle nostre orecchie ancora. Quasi come allora.

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Ci manca Freddie.

Ci manca la sua voce. Magica, acuta, malinconica, estrema. Da autentica “Regina”.

Ci manca la sua fisicità da palcoscenico. Esagerata, glam, energica, tanta. Da grande star.

Ci manca il suo essere protagonista assoluto del rock. Da leader istrionico, da icona pop, da indimenticabile mito.

Ci restano addosso quelle intense melodie. Da lui rese uniche. A tratti struggenti.

Ma è come sentire il profumo di qualcuno tanto amato, senza però riuscire a vederlo.

Ci manchi, Freddie.

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All’Arena del Mare a  Genova, nel Porto Antico, torna il tributo alle regine della musica nell’ambito del Festival “Just like a woman”, titolo preso da una famosa canzone di Bob Dylan.

Questa sera, 26 luglio, si esibisce Marianne Faithfull, un’icona della storia del rock, protagonista della swinging London. Dalla voce tremula del debutto al timbro struggente degli ultimi tempi, la cantautrice si riconferma ancor oggi inimitabile, soprattutto per la forte carica emotiva che trasmette a chi ascolta le sue canzoni. Lo dimostra il suo ultimo album, uscito a febbraio, “Horses And High Heels”.

Curioso il filo rosso che ci riporta a Amy Winehouse. La Faithfull nel passato ha fatto uso di droghe, raccontando poi la sua uscita dal tunnel, il suo “Rehab”, quello rifiutato da Amy. Gli antichi dicevano “nomen omen”, nel nome il destino. Forse Marianne, “piena di fede” ha visto più chiaramente di Amy,” una casa troppo liquida e alcolica” per cognome, la possibilità di un cambiamento. Avendone la forza.

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