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Posts Tagged ‘violenza’

Honoré Daumier, “La rivolta” – 1860

Qualche pensiero a proposito del sabato di guerriglia urbana avvenuto a Roma con scontri di piazza culminati nell’attacco squadrista alla sede nazionale della Cgil.

Il violento e inammissibile degenerare di una protesta è sempre disdicevole e motivo di riflessione sulla natura umana, a tratti animalesca. Offendendo peraltro il mondo animale che usa violenza solo se costretto.

Farlo poi in nome di una presupposta libertà da difendere, senza considerare i necessari limiti che lo stesso concetto di libertà ha in sé (altrimenti sarebbe anarchia), muove considerazioni intorno al rispetto che si ha dell’altro.

Che il tutto avvenga in tempi e ambiti pandemici, per cui alcune regole sono necessarie per evitare di ritrovarci alla casella di partenza, fa pensare che non sempre l’homo sapiens sia tale.

Ma ciò che proprio non può che essere condannato, senza se e senza ma, evitando qualsiasi sofisma, è l’assalto organizzato e distruttivo nei confronti di chi rappresenta valori democratici universali, quali la difesa dei diritti dei lavoratori attraverso un sindacato o la difesa dei diritti dei malati attraverso un presidio ospedaliero. Quando si arriva a tanto e tale sfregio vanno riposizionati con urgenza i paletti sul concetto di libertà. Senza sofismi.

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Tiziano Vecellio “Caino uccide Abele”, 1543-1545

Ripenso alla vicenda tristissima e annunciata di Willy Duarte Monteiro. Al suo omicidio volontario per mano di “due loschi figuri”, come il Pereira di Antonio Tabucchi definisce gli spietati assassini di un altro giovane, idealista e sorridente alla vita, Francesco Monteiro Rossi. Un personaggio nato dalla penna dello scrittore, che con Willy ha in comune il cognome Monteiro e un pestaggio mortale. Addotto nel romanzo dalla violenza intimidatoria del regime dittatoriale del Portogallo di Salazar, addotto qui dalla violenza sopraffatoria di un regime piccolo, ma non meno pericoloso, di una banda delinquenziale in un piccolo borgo nell’Italia di questi anni ’20 del secolo nuovo.

E allora penso al tempo che passa, ma in realtà non passa mai. Almeno come Storia. Che anzi si ripete. Con le sue storture, i suoi drammi/danni, le sue violenze. E riavvolgendo il nastro, come in un film, riprendono vita, e ahimè morte, i fotogrammi del secolo scorso. Con leggi fascistissime e poi razziali. Con deportazioni e violenze. Con la morte assegnata per capriccio e per procura. E poi i pochi sopravvissuti a raccontarci con dignitosa fatica gli orrori indicibili. Tra cui la senatrice Liliana Segre. Che in occasione del suo novantesimo ha ricordato, ancora una volta, la necessità di tenere alta l’attenzione.

Perché la sopraffazione può annidarsi ovunque. Perché Caino uccide Abele, ancora. E noi tutti non possiamo volgere altrove lo sguardo, riducendo l’evento ad un caso di cronaca. Peraltro nerissima.

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Fingo, in questo lembo finale dell’anno, di sentire profumo di arancia e cannella, come si confà al mese di dicembre.

Siamo in realtà investiti da venti puzzolenti di guerra, col respiro che si fa corto per i miasmi nauseabondi dell’intolleranza e il fetore invadente della violenza. Che hanno messo all’angolo attenzione, buone maniere, gentilezza.

Quelle sì al profumo di arancia e cannella.

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Omaggio a Jo Cox, la deputata laburista anti-Brexit uccisa in Gran Bretagna

Omaggio a Jo Cox, la deputata laburista anti-Brexit uccisa in Gran Bretagna

Nella notte dei tempi l’uomo imponeva il proprio punto di vista con la forza. Poi imparò ad usare la parola, e la dialettica fu il nuovo modo di combattere chi la pensava in modo diverso.

Nei tempi oscuri che respiriamo torna prepotente la mano per dire la propria, ma forse perché il linguaggio stesso è divenuto violento. E la lotta viene sentita come quella definitiva, all’ultimo sangue. Solo chi debella l’avversario sopravvive.

Così tutto, ma proprio tutto, avviene ormai in termini violenti. Nei modi, nei toni, nei gesti. In qualsiasi contrapposizione. Per una precedenza mancata, per una vittoria sfiorata, per un orgoglio da curare, per un modo (solo il proprio) di governare. Nel rapporto interpersonale, tra squadre di calcio, tra partiti politici. In casa, per strada, sui social.

Tutto rischia di diventare “Mi piace” o “Non mi piace”, “Dentro” o “Fuori”, “Sì” o “No”. Assoluti, oltre l’idea. Oltre la vita stessa. Con tesi e antitesi ad osservare, mute, chi resta a terra.

Ps: Che il giorno successivo al brutale assassinio della deputata laburista Jo Cox le Borse europee si rialzino e si vociferi che il fantasma Brexit si allontani fa pensare male. Molto male.

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bambola rotta

Neanche una bambola va maltrattata.

Figuriamoci una donna.

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Guerriglia dei Black Bloc alla manifestazione degli Indignados - Roma, 15 ottobre 2011

La violenza è un metodo di lotta inferiore, brutale, illusorio soprattutto, figlio di debolezza, fonte di debolezza, malgrado, anzi in ragione dei suoi effimeri trionfi.

Filippo Turati, da “Discorso parlamentare” (1921)

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