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Posts Tagged ‘Ucraina’

Barack Obama

Assunto: il Nobel per la Pace viene assegnato a chi ha dimostrato propensione chiara ed evidente, con dichiarazioni e comportamenti, nel lavorare ai fini della Pace.

Problema: può convivere tale Premio con la volontà di usare armi?

Domanda: perché il Presidente americano Barack Obama, detentore del Premio Nobel per la Pace 2009 (sob!), la scorsa settimana ha dichiarato che l’America era pronta ad armare Kiev nel conflitto contro la Russia?

Soluzione: i tentativi diplomatici odorano di antico. Perché è universalmente risaputo che per cercare di evitare un’escalation in una guerra è utile armare la parte più debole come una santa Barbara. Di modo da rendere i due contendenti pari nelle armi. Non avendo così più motivi per evitare il conflitto. Parola di Premio Nobel per la Pace.

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migranti

Perché ci stiamo abituando al peggio, al tragico, al morituro?

Migranti che muoiono di freddo vicino alle nostre coste. Che sono calde, ma più spesso lontane.

Paesi che dondolano, con il loro carico umano, sul bordo di una guerra. In stato permanente.

Bambini che vengono uccisi per ideali lontani dalle idee. Facendo così evaporare ogni valore.

Eppure rischiamo di abituarci a tanta distorsione quale rumore di fondo.

Diventando noi stessi profughi. O meglio transfughi, autentici disertori della nostra umanità.

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Kiev, Piazza Indipendenza - 20 febbraio 2014

Kiev, Piazza Indipendenza – 20 febbraio 2014

Ed ecco che, nell’inverno del 1918, la Città viveva una vita strana, innaturale, quale con ogni probabilità più non avrà a ripetersi in tutto il ventesimo secolo. Di là dalle pareti di pietra tutti gli appartamenti erano stracolmi. La gente che da tempo immemorabile ci viveva si stringeva e continuava sempre più a stringersi, per accogliere, volente o nolente, sempre nuovi rifugiati che confluivano nella Città. E questi arrivavano proprio da quel ponte simile a una freccia, da quei luoghi da cui si levavano enigmatiche foschie azzurrognole. […] Chi sparasse, e a chi, nessuno lo sapeva. Accadeva di notte.” – Da “La guardia bianca” di Michail Bulgakov.

Parole nuove di un secolo quelle dello scrittore russo, capaci come solo la poesia di squarciare il velo sull’ottusità e ripetitività umane.

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