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Posts Tagged ‘triello’

Trent’anni senza le sue trovate filmiche, autentiche invenzioni entrate di diritto nella storia del cinema.

La musica che da colonna sonora, complice il talento di Ennio Morricone, diventa sceneggiatura. Il dettaglio sugli occhi di un attore, complice il carisma naturale di Clint Eastwood, a narrare emozioni quanto un’azione scenica. Il duello che per la prima volta si trasforma, complice il suo genio, in triello. Spiazzando del tutto lo spettatore e diventando una voce da manuale nella filmografia.

E altre scene, ormai cult. Un’armonica suonata con maestria, una fossa scavata con affanno. Pistole e fucili, ironia e dramma, West e America.

Ci manca Sergio Leone. Anche se i suoi film continuano, per interposta immagine, a consolarci.

Ps: anch’io, come altri cinefili, giunta a Brooklyn non ho potuto che arrendermi alla ricerca trafelata della sua inquadratura/locandina di “C’era una volta in America”. Restandone sopraffatta…

“C’era una volta l’America, e c’è ancora” – Photo by Ester Maero

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leone

Lo so, si tratta di una mostra ormai conclusa. Ma “C’era una volta in Italia. Il cinema di Sergio Leone” merita una riflessione su quanto di questo cineasta visionario e innovativo ci sia ancora da indagare e scoprire, traendone insegnamento e piacere.

Immagini, documenti, costumi, pistole, frammenti, testimonianze, rarità d’archivio, inediti e fotografie della famiglia Leone sono state raccontate con cura e dovizia di particolari. Ripercorrendo il cammino da pioniere di Sergio Leone nella filmica europea del Far West.

Ed è nella comparazione di alcune sequenze che si scopre che la genesi del famoso “triello” finale de “Il buono, il brutto, il cattivo” sta già, in nuce, nella scena del duello della pellicola precedente, “Per qualche dollaro in più“, in cui Clint Eastwood interpreta già il “terzo” che, solo guardando, partecipa però alla sequenza stessa. E non appare un caso che nel “triello” lo spettatore ritrovi poi Clint il “buono” e il “cattivo” Lee Van Cleef, scoprendo invece trasformato il precedente indio Gian Maria Volonté nel “brutto” Eli Wallach.

Un cinema epico quello di Sergio Leone. Non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello letterario.

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