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Posts Tagged ‘torino’

La musica di “Eurovision Song Contest 2022” risuona ovunque per le strade di Torino, la città italiana ospitante la manifestazione canora in questa settimana di metà maggio. Insieme ai messaggi di pace di cui si fanno portatori gli artisti. Con performance più o meno interessanti.

Dal toro-rodeo di Achille Lauro alle maschere gialle dei norvegesi Subwoofer, dal già tormentone romeno “Llàmame” dei Wrs al reiterato “In corpore sano” dei serbi Konstrakta, dall’enigma Australia (da quando è in Europa?) col virtuoso Sheldon Riley alla certezza ucraina della Kalush Orchestra sempre più favorita, ogni musicista sa che in quei tre minuti in scena i riflettori sono mondiali, e quindi virali.

A tal proposito Diodato, ospite dovuto dopo due anni dal suo Eurovision 2020 annullato per pandemia mondiale, è tornato a “far rumore”. Chiudendo finalmente un cerchio (speriamo per tutti, almeno in quel modo), riprendendosi il palco in modo magistrale, finalmente con l’abbraccio del pubblico. Le sue note struggenti, col loro “silenzio innaturale”, sono ormai parte dell’immaginario collettivo nazionale. Da “brividi”.

In attesa di quelli di Mahmood e Blanco…

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Torino in grande fermento per le ATP Finals di tennis al Pala Alpitour per una settimana con le prime otto racchette del mondo: Djokovic, Berrettini, Medvedev, Zverev, Hurkacz, Tsitsipas, Rublev e Ruud. Campioni che si sono concessi una passeggiata in centro tutti insieme con la Coppa.

Purtroppo, a torneo appena iniziato, un fulmine a ciel sereno l’infortunio del nostro azzurro Berrettini nell’incontro con Zverev. Speriamo possa ancora rientrare in gioco, per poter apprezzare il tifo di “casa”.

Nel frattempo Torino “scende a rete” per mostrare al mondo una Mole di sabaude sfaccettature.

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Photo by Ester Maero – “A riveder le stelle”

Un’emozione al contempo plastica e mistica quella di ritrovare, e con maggiori luci, le geniali geometrie di Guarino Guarini nella Cupola barocca che custodiva la Sacra Sindone prima del terribile incendio scoppiato nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1997.

Un plauso a tutti coloro che vi hanno lavorato con dedizione e professionalità, applicando avanzate soluzioni tecniche per riportare infine la Cupola torinese “a riveder le stelle”.

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Era Marchionne. Quando un tempo viene definito col tuo nome, è palese, sei Storia.

Per gli ammiratori Sergio Marchionne ha salvato la Fiat, esportando il marchio torinese nel Nuovo Mondo. Epici gli incontri coi potenti della terra. Per i detrattori ha tagliato posti di lavoro e sottratto diritti ai lavoratori. Duri gli scontri coi sindacati della fabbrica.

Conti alla mano, oggi Fca vale dieci volte rispetto alla Fiat di 14 anni fa. Un guadagno in borsa del 1000 per cento. Un manager illuminato per molti. Spregiudicato nei modi, per altri. Comunque un uomo che ha fatto storia.

Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a qualcun altro, la vera nobiltà è essere superiore a chi eravamo ieri” ha detto Marchionne, citando Hemingway, lo scorso 1° giugno a Balocco al Fca Capital Market Day presentando il nuovo piano del gruppo. Aggiungendo: “L’unico approccio che conosciamo è guardare sempre avanti. È l’eredità che possiamo essere orgogliosi di lasciare a chi verrà dopo di noi”.

E sicuramente lui lascia un’eredità di peso.

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Cristiano Ronaldo è l’acquisto calcistico più costoso di sempre, 100 milioni di euro, sia per la Juventus che per la Serie A italiana.

Ma CR7 è ormai un brand, che va oltre, molto oltre, il calciatore. Linea di abbigliamento e intimo, catena di ristoranti, icona della Nike. Vittoria, appunto, di cui lui é il tedoforo del terzo millennio. Fenomeno globale, che ammanta di fascino e soldi ciò che lo circonda. Nuovo Re Mida. Che rende oro quanto sfiora. Con un’attenzione maniacale per il fisico. Senza mai dimenticare il fisco.

Grazie al suo trasferimento a Torino, infatti, l’uomo più social del pianeta potrebbe usufruire di una norma fiscale italiana per cui verserebbe nelle casse del nostro fisco una tassa forfettaria, e leggera, di centomila euro. Fine della partita. Già. Così in un sol colpo, e grosso, dribbla anche il suo contenzioso col fisco spagnolo.

Quando si dice “aver la testa nel pallone”…

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Gli scrittori fanno metà del lavoro, l’altra metà la fa il lettore“.

Javier Cercas, scrittore spagnolo

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Joan Mirò, “The garden” – 1925

Ultimi giorni per la pregevole mostra “Mirò! Sogno e colore” a Palazzo Chiablese di Torino.

Diceva Joan Mirò: “Lavoro come un giardiniere o come un vignaiolo. Le cose maturano lentamente“.

Perché abbiamo tutti dimenticato il valore della lentezza? Per non dire dell’attenzione, dell’applicazione e della fiducia nel proprio lavoro svolto con impegno?

Oltre il geniale artista, oltre il semplice giardiniere. Oltretutto.

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Risultati immagini per londra london bridge terrore

Nel tempo 2.0, quello social & terrorist, un evento pubblico porta ormai con sé, sottotraccia, un’ansia strisciante per qualcosa di pericoloso che può accadere. Così qualsiasi rumore o voce o spostamento, seppur minimo, deflagra su quella paura sottile trasformandola immediatamente in panico. L’effetto domino fa il resto. Fuggi fuggi scomposto, e l’uomo si fa mandria. Corre senza fermarsi, travolgendo tutto ciò che incontra. Compresi i suoi simili.

Così è avvenuto nel cuore di Torino, di fronte ai maxischermi posizionati in Piazza San Carlo (scelta discutibile) per la finale di Champions, Juventus versus Real Madrid. Oltre 1500 tra contusi e feriti, di cui alcuni gravi. Il pensiero va ad un’altra finale bianconera di Champions, allo stadio Heysel di Bruxelles e al suo tributo di sangue.

Ma nel tempo 2.0 social & terrorist le notizie globali si spostano velocemente e il Big Eye è sul London Bridge. Ancora un attacco terroristico nella capitale britannica. In un “normale” sabato sera, terrore tra strade e ristoranti, con accoltellamenti, urla, sbigottimento, vittime, feriti, polizia in assetto di guerra.

Così la nostra angoscia si rinforza. A tal punto da farci tracimare anche da soli. Ad ogni frullo d’ali.

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Attraverso un libro vedi un paesaggio diverso. Forse inaspettato. Sicuramente nuovo.

Questo il senso del manifesto del trentesimo Salone Internazionale del Libro di Torino.

Leggere come viaggiare. Senza valigie. Oltre i confini. Visitando mondi. E scoprendo se stessi.

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Ho assistito al concerto torinese di Patty Smith. E la mia ricerca sul tempo si è arricchita di una tessera blu lapislazzulo.

Lei ti appare sempre e ancora, e forse di più, quella carismatica sacerdotessa del rock che è da sempre, con una misteriosa e potente energia sciamanica ad esplicitarsi attraverso una voce magica ed eleganti movenze del corpo interiore.

Ed è qui che mi viene regalata la pietra azzurra sul tempo. Perché sul palcoscenico Patti Smith continua ad emanare quella luce animica priva di scansione temporale. Dimostrando così che l’anagrafe é puro accidente. Che corrompe solo il corpo esteriore.

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