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Posts Tagged ‘strage’

Un luogo sacro, di preghiera, è tale ad ogni latitudine, e sacrilego è qualsiasi atto violento perpetrato in tale luogo. Tanto più se preventivamente pensato per fare più vittime possibile, ovvero una strage.

E i fedeli musulmani uccisi venerdì scorso nella moschea egiziana di Bir al-Abed nella regione del Nord Sinai non sono diversi dai cristiani, dai buddisti, dagli ebrei, ovvero da chi è dedito alla preghiera in un luogo a tale atto preposto.

Ma allora perché così scarsa copertura mediatica alla riflessione sulla notizia e così tiepida compartecipazione di noi tutti a quel popolo?

E dire che forse proprio qui si gioca la possibilità di svolta, ovvero non un distinguo barbaro e primitivo tra religioni diverse, ma un bando morale tout court sugli atti terroristici, ovunque avvengano e chiunque colpiscano.

Tanto più quando la vittima sacrificale è la via religiosa moderata, quella che cerca il dialogo con gli altri fratelli, come il sufismo, la via mistica dell’Islam. Quella che è stata colpita in tale vile attentato. Che però non fermerà le danze rotanti dei dervisci e il loro modo pacifico di avvicinarsi all’Alto. Rispettando l’altro.

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La bambola che piange la sua piccola amica. Sfiorandole delicatamente la mano.

Così il disegnatore Carlos Latuff  “corregge” con la sua matita pietosa la foto simbolo dell’inusitato orrore di Nizza.

Restituendo qualche scheggia di umanità al mondo intero, ormai attonito.

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Il vile e devastante attentato di Ankara fa venire i brividi e pone inquietanti domande.

Perché chi manifesta pacificamente è da tacere più di chi procede armato uccidendo?

Perché i pacifisti sono tanto destabilizzanti per i poteri forti?

Perché la Pace fa paura?

Forse perché la Pace è “povera”. La Pace non trascina con sé denaro. Come invece fa la guerra.

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Il 5 settembre 1972 a Monaco di Baviera, durante le Olimpiadi, un commando di terroristi di “Settembre Nero” fa irruzione negli alloggi israeliani del villaggio olimpico, uccidendo subito due atleti e prendendo in ostaggio nove membri della squadra olimpica di Israele. Il tentativo di liberazione compiuto dalla polizia tedesca porta alla morte di tutti gli atleti sequestrati, di cinque fedayyin e di un poliziotto tedesco.

Allora le Olimpiadi non si fermarono. E quest’anno alle Olimpiadi di Londra, nel quarantennale, non è stato previsto alcun momento per commemorare quegli sfortunati atleti. A volte il ricordo, fondamentale per proseguire il cammino, sembra provocare imbarazzo. Silenzioso.

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«Sono profondamente rattristato dalle notizie dell’uccisione e del ferimento di civili afgani. Esprimo le mie condoglianze alle famiglie e agli amici di chi ha perso la sua vita, e al popolo afgano che ha sopportato per troppo tempo violenza e sofferenza. Si tratta di un incidente tragico e scioccante che non rappresenta il carattere eccezionale del nostro esercito e il rispetto che gli Stati Uniti nutrono nei confronti del popolo afgano. Il mio pieno appoggio va al lavoro del capo della Difesa Leon Panetta e del generale Allen perchè si faccia piena luce sui fatti e si assicuri , nel più breve tempo possibile, i responsabili alla giustizia».

Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti.

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Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.” –  Da L’agenda rossa di Paolo Borsellino.
A 19 anni dalla strage di via D’Amelio le indagini della Dia di Caltanissetta, come racconta Lirio Abbate su L’Espresso,  sono giunte ad una svolta decisiva: il killer fu il boss Giuseppe Graviano. Il movente: il magistrato sapeva troppo sui colloqui tra mafia e Stato.

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La mafia non è affatto invincibile. E’ un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha avuto un inizio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze  migliori delle istituzioni.

Giovanni Falcone (1939 – 1992)

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