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Posts Tagged ‘Steven Spielberg’

Il meccanismo narrativo è ordito alla perfezione. Ma in questo film scarso merito va alla fantasia.

E’ la Storia a consegnarci il soggetto. Guerra Fredda, 1957. Il mondo in bilico. Tutto si gioca sulle informazioni, nascoste e svelate. E’ il tempo delle spie. In cui il gioco quasi sempre si fa doppio e poco terso.

Eppure il senso del cammino umano è dato dall’esistere di alcuni sparuti uomini, che si mettono completamente in gioco, ma né moltiplicato né sporco. E lo fanno per difendere e sottolineare i diritti di qualsiasi individuo. A costo della loro stessa vita.

Uno di questi uomini, “tutto d’un pezzo” si dirà nel film, fu l’avvocato di Brooklyn James Donovan, protagonista dell’incalzante pellicola di Steven Spielberg, e reso magistralmente da uno strepitoso Tom Hanks.

Sullo schermo quasi tutto appare “freddo”, anche nei colori dominanti, quelli della gamma dei blu, a ricordarci una guerra, “fredda” appunto, in cui le azioni venivano ordinate ed eseguite in modo meccanico, dalla costruzione di un muro alla tortura innalzata a metodo contraddittorio.

Con la sensazione continua, anch’essa da “brivido”, che schegge impazzite di allora siano ancora presenti nell’ora.

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ritorno-al-futuro-day-

21 ottobre 2015, h4:29 pm (come da cruscotto della DeLorean). Hill Valley, California. Tre ragazzi, Doc, Marty e Jennifer sbarcano nel futuro (oggi, appunto) dal passato 1985.

E una data che oggi ci dice poco, 30 anni fa, all’uscita del film “Ritorno al futuro”, raccontava l’immaginifico futuribile. Impensabile, lontano, fantascientifico.

Un futuro che allora metteva in scena oggetti e scene del nostro attuale quotidiano, dai tablet agli schermi flessibili, dai droni alle videochiamate.

E’ vero che il web non era stato previsto. O forse… E se la famosa frase «Strade? Dove andiamo noi non ci servono strade» fosse stata riferita al traffico di rete?

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lo squalo

Il 20 giugno 1975, cioè 40 anni fa e qualche manciata di giorni, usciva il film “Lo squalo”, regia di Spielberg.

Tre premi Oscar e un successo mondiale, tale che qualsiasi triangolo nero sulla superficie del mare rievoca quella musica ossessiva, data dall’alternanza delle due note, forse il battito cardiaco dell’animale in avvicinamento.

Maestro fu Melville con la sua Balena Bianca. E quella capacità di suscitare nell’uomo la paura quando nell’elemento suo non è.

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La forza dirompente delle parole…

La scorsa settimana, guidando in città, mi imbatto per caso in una scritta, Hotel “Lo squalo”. Rallento pensando che il caldo e la stagione mi traggano in inganno, trasportandomi sul set acquatico di Steven Spielberg. In realtà trattasi di autentico Hotel a tre stelle.

Ora le domande sorgono, almeno a me, spontanee.

Perché un tale nome, così aggressivo, per un luogo che, almeno sulla carta, all’ospitalità rimanda?

Perché il richiamo marino in una città ai piedi delle Alpi?

E allora mi si affaccia una sola, inquietante, possibilità di soluzione ai miei dubbi estivi e irrilevanti.

Che il proprietario voglia essere onesto da subito. Al primo impatto. O meglio, al primo assalto.

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