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Posts Tagged ‘stelle’

Gran finale al Festival pucciniano di Torre del Lago, con “Tosca” e il suo amore disperato.

Bravissimo Alejandro Roy nel ruolo del pittore Mario Cavaradossi. Il suo “E lucevan le stelle” ha regalato i brividi in una serata in cui le stelle della volta celeste erano parte della stupefacente scenografia.

Sulle sponde di quel lago che tanto ispirò Giacomo Puccini e la sua “Recondita armonia”.

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Risultati immagini per david bowie

Difficile fare a meno delle stelle. Perché sono luce. Perché sono orientamento.

Forse è per questo che David Bowie, “l’uomo delle stelle”, lo pensiamo presente seppur assente.

Perché le sue coordinate persistono. Nelle sue magiche sonorità e nelle sue visioni predittive.

Ps: purtroppo un altro “oriente” si è spento, Zygmunt Bauman, il teorico della “società liquida”, ovvero della specificità dell’attuale tempo storico, carente di certezze e necessitato di continui compromessi.

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Non solo un tempo per addobbare, ma anche per sospendere se stessi.

Come gli addobbi. Guardando il mondo da un punto di vista diverso.

In silenzio. Per ascoltare il muschio respirare. E le stelle sonnecchiare.

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natale-mercatini-2

“Era uno spettacolo impressionante, i mille lumi delle vetrine, i festoni, le ghirlande, gli abeti e lo sterminato ingorgo di automobili che tentavano affannosamente di andare avanti e il formicolio vertiginoso della gente che andava e veniva, entrava ed usciva, si accalcava nei negozi, si caricava di pacchi e pacchetti, tutti con un’espressione ansiosa e frenetica, come se fossero inseguiti. […] Dovunque le due bestie guardassero, ecco uomini e donne che facevano pacchi, e preparavano buste, e correvano al telefono, e si spostavano da una stanza all’altra portando spaghi, nastri, carte. Dovunque arrivassero, era il medesimo spettacolo. Andare e venire, comprare e impacchettare, spedire e ricevere, imballare e sballare, chiamare e rispondere. E tutti guardavano continuamente l’orologio, tutti correvano, tutti ansimavano col terrore di non fare in tempo. Per le strade, nei negozi, negli uffici, nelle fabbriche, uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi l’un l’altro, come automi, delle monotone formule. “Buon Natale, auguri, auguri, felici feste, grazie, auguri, auguri, auguri“. Era un brusio che riempiva la città. […] –Mi avevi detto – osservò il bue – che era la festa della serenità, della pace, del riposo dell’animo. –Già – rispose l’asinello – Una volta era così. Ma, cosa vuoi, da qualche anno all’avvicinarsi del Natale, gli uomini vengono presi da grande agitazione e non capiscono più niente.  […] – Ce n’è troppo di Natale, allora. Ma ti ricordi quella notte, a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino? Era freddo, anche lì, eppure c’era una pace, una soddisfazione. Come era diverso! […] – E quei tre ricchi signori che portavano regali, li ricordi? Come erano educati, come parlavano piano, che persone distinte. Te li immagini, se capitassero in mezzo a questa baraonda? E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora. Le stelle di solito hanno vita. -Ho idea di no – disse il bue, scettico. – C’è poca aria di stelle, qui. Alzarono i musi a guardare, e infatti non si vedeva niente. Sulla città c’era un soffitto di caligine.”

Da “Ce n’è troppo di Natale” di Dino Buzzati (1906/1972)

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ToSp15

Mi è piaciuto alquanto il titolo scelto quest’anno per “Torino Spiritualità”: “L’impasto umano – Fatti di terra guardiamo le stelle”. L’Adam, l’uomo, il terrestre è tratto appunto dalla terra ma plasmato a somiglianza di Dio.

Ben ha colto e sciolto ciò Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose, commentando il salmo 8: “Eppure l’hai fatto poco meno di un Dio“, in cui il salmista rivolgendosi a Dio si riferisce sì all’uomo nato dall’adama, la terra limosa del Medio Oriente, ma considerato da Dio suo luogotenente nella creazione.

Bianchi stimola la riflessione su tre cardini: la Terra quale matrice e madre dell’uomo, per cui lo stesso deve esserne responsabile; la donna creata dopo l’uomo quale “aiuto contro di lui“, da cui il patimento della ferita della differenza ma anche il suo arricchimento; lo sguardo da rivolgere all’altro da sé, facendo a lui posto.

E il pensiero corre subito alle violenze perpetrate nei confronti dell’ambiente, della donna e dello straniero.

Con la necessità di ricordarsi e farsi “responsabili“.

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cristoforetti

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti torna dal suo viaggio intorno alla Terra coperta di polvere di stelle e con un record mondiale in valigia: sarà la donna con la più lunga permanenza consecutiva nello spazio.

Complimenti a lei per la tenacia, la bravura, l’umiltà. E quel sorriso che sembra accennare ad una comprensione Alta e Altra dell’universo.

Bentornata tra noi terrestri, Samantha. Le stelle, da oggi in poi, ti stanno a guardare.

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margherita hack

L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri.

Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013), astrofisica e divulgatrice scientifica

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