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Posts Tagged ‘sorriso’

Cosa siamo diventati?

Nessun sorriso, abbracci alla deriva.

In corsa permanente, approccio diffidente.

Urlanti, volgari, aggressivi. Quasi sempre.

Pronti a spaccare tutto e a scappare via.

Senza alcuna motivazione. Né prospettica soluzione.

E se qualcuno chiede “Why?”, la risposta è “Why not?”.

L’inquietante semplificazione del mondo attuale.

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L’abbiamo persa Anna Marchesini. Insieme alle sue peculiarità. Talento allo stato puro, ironia in sguardo e parola, profondità d’animo e di visione. E poi quel coraggio da leonessa imperitura che le faceva dire: “Mi rende felice cercare il coraggio, averlo, non averlo ancora ma sapere di avere la vita dentro di me.”

Rimarrà per sempre la “cecata” Signorina Carlo, la Sora Flora, la surreale Lucia dei “Promessi Sposi” secondo “Il Trio”, la sessuologa Merope Generosa. Personaggi nati in lei in ambito primordiale: “La comicità viene da un fondale molto profondo: sono scesa giù giù, ho raccolto le mie conchiglie e quando sono emersa ho fatto in modo che tutto quello che avevo portato facesse una capriola.”

Un altro sorriso si è spento poco prima, quello di Marta Marzotto. Mondina da ragazza, contessa per matrimonio, musa ispiratrice di Renato Guttuso, icona originale di stile italiano. Ma soprattutto sempre allegra e generosa, anche quando la vita le si è fatta avversa.

La battuta ironica in ogni circostanza (“Con Easy-jet oggi si sentono tutti parte del jet-set, o meglio, del jet senza il set”) ma anche la capacità introspettiva di guardare gli altri per apprendere (“La mia più grande vittoria? Aver saputo tacere, ascoltare e imparare”). E poi le scelte libere , sapendo fare sempre autoironia. Come con quel brand di moda “Marta da legare”. Un gioco, una provocazione. Ancora.

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little tony

Da piccola andavo matta, come il suo cuore, per il “piccolo Tony”.

Sulle sue canzoni ballavo, cantavo, mi divertivo.

Un po’ meno piccola, mi soffermai sul suo sorriso, onesto, pulito, di tempi in tramonto.

Per questo, ascoltare “Riderà” sarà più difficile.

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Eduard von Grutzner, “Falstaff” – 1921

Da oggi si apre “Torino Spiritualità”, ottava edizione di una serie di incontri intorno alla dimensione etica e spirituale dell’essere umano. Il tema di quest’anno è “La sapienza del sorriso”.

Sono queste due parole poste a fianco che mi affascinano, la sapienza che passeggia col sorriso.

E l’idea che mi si affaccia è quella della possibilità di sentire il “sapore”, la sapienza appunto, di un’espressione corporea spontanea e  universale, il sorriso. Che resta una delle ultime frontiere della gratuità. E che racconta la globalità in modo primitivo. Cioè sapiente.

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La maschera

Dario Fo, Disegno per "Hellequin, Harlekin, Arlecchino"- 1985

Devo fabbricarmi un sorriso, munirmene, mettermi sotto la sua protezione, frapporre qualcosa tra il mondo e me, camuffare le mie ferite, imparare, insomma, a usare la maschera.”

Emil Cioran, filosofo (1911-1995)

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“Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro,

era rimasta solo la bellezza, e tu

te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.

L’obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,

il darsi agli altri, troppo allegri sguardi

che chiedono la loro pietà! Così

ti sei portata via la sua bellezza.

Sparì come un pulviscolo d’oro.”

Pier Paolo Pasolini, da “Sequenza di Marilyn” (sceneggiatura del film “La rabbia”, 1962-63).

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La limpidezza di un sorriso

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me  un’acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d’un greto”.

Eugenio Montale  (da “Ripenso il tuo sorriso”, in “Ossi di seppia”).

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