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Posts Tagged ‘social’

Sono una cultrice di Jain, ormai si sa. Per i suoni pop, i giochi di parole, i video colorati, le culture altre.

Questa volta, in “Star”, Jain critica la popolarità fine a se stessa:

“You wanna be a star
But you don’t know who you are
You wanna be a star
But you can’t stand the light

Vuoi essere una stella
Ma non sai chi sei
Vuoi essere una stella
Ma non sopporti la luce”.

E poi quel gioco tra sigle, ovvero tra quanto abbiamo e quanto siamo:

“I don’t need no MBA
To know music’s my DNA

Non ho bisogno di MBA
Per sapere che la musica è il mio DNA” .

A ricordarci di cosa debba rifulgere una vera “Star”.

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Siamo in una nuova epoca storica, quella social.

L’attestazione definitiva è data dagli auguri social a Papa Francesco. Per i suoi 80 anni è stato creato l’hashtag #Pontifex80 nonché mail in tutte le lingue del mondo per inviargli gli auguri.

È la prima volta che accade nella Storia.

Ma è anche la prima volta del nome Francesco al soglio pontificio. E di una “Casa”, Casa Marta, ad essere abitata da un Pontefice. E di un modo di comunicare senza intermediari.

Forse anche per questo gli auguri per Papa Francesco non sono solo social ma anche molto affettuosi. Auguri!

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Sembra ormai imprescindibile dal nostro tempo non solo la Rete ma anche l’esserne prede. A volte in modo viralmente mortale. Senza più vie di fuga.

Senza quella “maglia rotta nella rete” a permetterci la libertà. O anche solo una sua pallida idea.

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Che una persona possa compiere un gesto folle, preda di qualche allucinante delirio, lo teniamo in conto. Ma solo nelle nostre pieghe più nascoste e profonde, per non cadere nell’ansia generalizzata. Pur sapendo che può accadere. Che le ossessioni possono avere la meglio.

Oggi a Monaco, esattamente cinque anni fa in Norvegia. Giovani le vittime, ora come allora. Dal raptus momentaneo alla lucida follia, il risultato è comunque mortifero ed insensato.

E tale è anche quello registrato sotto il nome “terrorismo”, che getta appunto terrore in nome di qualcuno o qualcosa. O può forse questo non dirsi “follia”? Il kamikaze che semina morte può non essere definito folle, seppur agente per una sigla?

Ma allora c’è da chiedersi perché certe sigle riescano ad essere tanto appetibili su alcuni, ormai numerosi, soggetti. Perché tali “idee” di distruzione totale risultano fascinatorie? E perché oggi i freni inibitori sono più labili? Crisi economica e migrazioni dei popoli e confini liquidi e consumismo relazionale possono essere alcune risposte. Legate anche alla fruizione di un tempo super-veloce in connubio all’onnipotenza dell’essere sempre connessi. Quindi social.

Non più però “animali” sociali che vivono con e per l’altro, bensì virtuali, per cui molte azioni assumono le sembianze di un videogioco in cui il tasto replay è sempre a portata di dito.

A differenza dell’esistenza reale, in cui non è contemplata la funzione di reset.

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