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Posts Tagged ‘Siria’

Tweet del presidente americano Donald Trump, poche ore prima del raid compiuto in Siria: “La Russia giura di abbattere tutti i missili sparati sulla Siria. Preparati Russia perché arriveranno, belli e nuovi e ‘intelligenti!’ “.

Sapere che questi sono i pensieri che circuitano i neuroni dell’uomo più potente del pianeta mette i brividi. Sfrondando quasi completamente i piccoli arbusti viventi che siamo.

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Amy Casey – “I Need a Guide”

Egitto, Siria, Stoccolma, San Pietroburgo.

Guerra, bombardamenti, armi, esplosivi.

Terrore, violenza, follia, sangue.

Caos vorticoso. Ancoraggi saltati.

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La Siria é devastata, insieme al suo paesaggio umano, dagli attacchi aerei. Dal cielo armi micidiali. E anche gas.

Un pezzo di mondo votato alla distruzione dell’altro.

E un secondo pezzo che sembra non vedere.

Perché le alleanze economiche superano, ignorandolo, lo sguardo pietoso sull’umanità. Quella numerosa ma piccola, fatta di chi non conta.

Con i piccoli dell’uomo del tutto dimenticati. Nonostante essi siano la nostra scommessa, ormai minima, sul domani.

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Risultati immagini per omran

Sembra l’immagine che più di tutte riassume un anno tanto disgraziato. Omran Daqnish, il bambino siriano estratto dalle macerie di Aleppo, è il volto dell’umanità nel 2016. Ovvero con lo sguardo perso di chi ha già visto troppo in termini di orrori e perdite.

Scenari di guerra in diverse parti del mondo, Siria in primis. Esodo epocale di uomini in fuga da bombardamenti e devastazioni e rappresaglie. Atti insensati di terrorismo in ogni dove, aeroporti, lungomari, mercatini. La terra che trema seminando morte e travasa acqua sottraendo vita. Gli uomini che, stanchi delle decisioni dei potenti, votano contro l’establishment. Brexit, Trump e il referendum italiano ne sono l’esempio più evidente. E il Novecento che chiude definitivamente le sue porte con la scomparsa di Fidel Castro.

Sballottati tra i marosi di un tempo storico veloce, insulso, violento, cerchiamo con affanno un qualche labile riferimento nei punti cardinali. Quelli che ti indicano un accenno di rotta. Ma anche quelli vengono meno. Un addio difficile a chi ci ha insegnato a dissacrare come Dario Fo, ai due Umberto maestri chi del dire, Eco, chi del curare, Veronesi. A chi ci ha regalato un modo di leggere il mondo come Ettore Scola, di recitarlo come Giorgio Albertazzi, di pensarlo come Marco Pannella. O di tenergli testa, come Muhammad Alì. E a chi ci aveva reso la Notte meno scura, come Eli Wiesel. O la giornata più leggera come Anna Marchesini o Paolo Poli. Con la musica, sul fondo, che a sua volta tace: David Bowie, Prince, Leonard Cohen, George Michael a lasciarsi sguarniti anche di note per l’anima.

Di tregua c’è necessità. Di pace c’è fame. Amen.

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Ancora terrore.

Su riti antichi, semplici, universali.

Azioni folli ma lucide che ci lasciano storditi e increduli.

Perché l’umanità perde tessere. E il puzzle si mostra sempre più incompleto.

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E’ arrivato il giorno dell’elezione del quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

E dopo una campagna elettorale dura, senza fair play, l’esito resta incerto, seppur con un margine pro Hillary Clinton, la candidata democratica. Ma il tycoon Donald Trump, candidato repubblicano, e i suoi sostenitori continuano a credere in un risultato vittorioso.

Ma per il mondo quale esito risulta essere il male minore?

Pensare che a Trump possa essere consegnata la valigetta coi bottoni assume le sembianze del peggior incubo possibile. Per non parlare dei suoi futuribili muri ispanici, del suo rapporto con l’altra metà del cielo, della sua nota diplomazia e pacatezza nei modi e nei pensieri.

Così non resta che l’ex first lady Hillary Clinton, la quale tra mailgate e affairs politici non si presenta come il miglior candidato possibile ma come la prima candidata donna alla Presidenza Usa.

Quanto accadrà dall’altra parte dell’Oceano interessa questa parte più di quanto sembri, perché l’attuale snodo del “tavoliere” mondiale è la Siria, da cui scaturiscono guerre e alleanze, Isis e migranti, Erdogan e Putin. E la vecchia Europa che non può sottrarsi all’alleato di sempre, ma che deve riacquisire una sua posizione autorevole. Anche nei confronti del nuovo Presidente americano.

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Ho viaggiato molto, e lontano / accompagnato da amici, a volte. / Ho visto cose strane / ed ho affrontato atrocità. / Sono sceso solo sotto terra / cercando la compagnia di Dio.

Epitaffio sulla tomba del Viaggiatore Ali ibn Bakr al-Harawi ad Aleppo, patrimonio dell’umanità.

Ora sfregiata senza fine dall’umano.

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