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Posts Tagged ‘silenzio’

Piazze senza presenza umana alcuna.

Unico suono quello liquido delle fontane.

Quasi non luoghi. O luoghi metafisici.

Giorgio De Chirico, “Piazza d’Italia” – 1948

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Un tempo c’era l’inverno.

Era scuro, freddo, silenzioso, nevoso.

Adesso, eccetto per le ore prescritte di buio, sembra una stagione nuova, nel senso di aliena. Con acqua, improvvisa e tanta, bufere estemporanee di vento, temperature di un perenne autunno, e la neve ormai solo più sognata dalla terra e dall’uomo.

Con le volpi residuali a chiedersi se hanno smarrito la strada.

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Ci sono giorni in cui una serie di circostanze fortunate mi regala la sensazione inebriante di fare il bagno di mare come fossi in un acquario senza pareti.

Solo luce in caduta libera a perpendicolo, pesci cangianti in ogni dove e sguardo che si fa blu oltremare.

Semplicemente ringrazio. In un silenzio sacrale.

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Il film non l’ho visto. Non ancora.

Ma ciò che mi ha incantato è stata la locandina. Minimale, poetica e bellissima.

Il trailer poi mi sembra un invito ghiotto ad un’immersione in una particolare bolla di sguardi condensati sul mondo. In un silenzio terso di cui sentiamo, da troppo tempo, la mancanza.

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Come sarebbe vivere su un mondo-pesce?

Avremmo forse di più di quanto non sembra mai dover venir meno. E che invece sta diventando raro e prezioso.

Più acqua, più orizzonte, più silenzio.

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Ci risiamo.

Dopo la sperticata (e infelice) laude sulla scelta (non scelta!) di diversi giovani di andare a lavorare all’estero (“alcuni é meglio non averli tra i piedi“) Giancarlo Poletti, ministro del Lavoro (sob!), si lancia nuovamente in iperboli non richieste.

Questa è la volta del suo suggerimento pro occupazione: una partita di calcetto è più utile (sigh!) di tanti curricula. Le relazioni sociali, a detta sua, si sviluppano meglio sul terreno da gioco che a tavolino. Rivelandosi più vantaggiose. Ovvero, sudare si suda ugualmente, ma il risultato cambia in meglio. Sempre a suo dire.

Caro Signor Ministro, urge il silenzio. Tacendo si può far credere di avere pensieri più illuminati di quanto si possa sospettare. E il giovamento, per sé e gli altri, é incredibilmente alto.

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Non solo un tempo per addobbare, ma anche per sospendere se stessi.

Come gli addobbi. Guardando il mondo da un punto di vista diverso.

In silenzio. Per ascoltare il muschio respirare. E le stelle sonnecchiare.

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