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Posts Tagged ‘Sergio Leone’

Trent’anni senza le sue trovate filmiche, autentiche invenzioni entrate di diritto nella storia del cinema.

La musica che da colonna sonora, complice il talento di Ennio Morricone, diventa sceneggiatura. Il dettaglio sugli occhi di un attore, complice il carisma naturale di Clint Eastwood, a narrare emozioni quanto un’azione scenica. Il duello che per la prima volta si trasforma, complice il suo genio, in triello. Spiazzando del tutto lo spettatore e diventando una voce da manuale nella filmografia.

E altre scene, ormai cult. Un’armonica suonata con maestria, una fossa scavata con affanno. Pistole e fucili, ironia e dramma, West e America.

Ci manca Sergio Leone. Anche se i suoi film continuano, per interposta immagine, a consolarci.

Ps: anch’io, come altri cinefili, giunta a Brooklyn non ho potuto che arrendermi alla ricerca trafelata della sua inquadratura/locandina di “C’era una volta in America”. Restandone sopraffatta…

“C’era una volta l’America, e c’è ancora” – Photo by Ester Maero

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Ennio Morricone e la consegna dell’Oscar, 28 febbraio 2016

È sufficiente l’attacco di una delle sue colonne sonore perché sia subito evidente il film per cui è stata scritta. Questo fa di Ennio Morricone, 90 anni in questi giorni, un compositore di fama mondiale, come dimostra la stella che gli è stata attribuita sulla Walk of Fame a Hollywood.

I numeri sono da capogiro: più di 500 colonne sonore scritte, oltre 70 milioni di dischi venduti, due Oscar di cui uno alla carriera “per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film”, tre Grammy Awards, quattro Golden Globes, sei BAFTA, dieci David di Donatello, undici Nastri d’Argento, due European Film Awards, un Leone d’Oro alla carriera e un Polar Music Prize.

Ha lavorato con i registi più diversi, da Elio Petri a Brian de Palma, da Oliver Stone a Giuseppe Tornatore, da Dario Argento a Bernardo Bertolucci, da Mike Nichols a Quentin Tarantino. Anche se la svolta nella sua carriera avvenne negli anni Sessanta quando l’ex compagno di scuola alle elementari, Sergio Leone, gli chiese di scrivere il tema conduttore del suo primo western all’italiana, “Per un Pugno di Dollari”E con il grande regista italiano il sodalizio continuerà fino al superbo “C’era una Volta in America”.

È proprio la sua punteggiatura sonora, così evocativa, sublime, perfetta, a rendere leggendarie le pellicole che portano la sua firma musicale. Da “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” a “Mission”, da “Novecento” a “The untouchables”, da “Nuovo Cinema Paradiso” a “Il buono, il brutto, il cattivo”.

Note talmente potenti da vivere di vita propria, oltre l’immagine filmica.

 

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“Il passare del tempo va accettato. E, comunque, sono troppo presa a vivere per preoccuparmi di altro”.

Claudia Cardinale, commentando il suo genetliaco numero 80. Parole degne della sua Jill McBain in “C’era una volta il West”.

Ps: hanno invece concluso la loro parabola terrena due registi visionari, Milos Forman premio Oscar con “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e “Amadeus”, e Vittorio Taviani che col fratello Paolo firmò la biografia di Gavino Ledda, “Padre padrone”, nonché “La notte di San Lorenzo”, film contro tutte le guerre. Drammaticamente attuale.

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Risultati immagini per il buono il brutto e il cattivo

Uscito alla vigilia del Natale 1966, il film cult di Sergio Leone “Il buono, il brutto, il cattivo” entra ben presto nella storia del cinema e nell’immaginario degli spettatori che ancora oggi, a cinquant’anni di distanza, si incantano di fronte ad ogni fotogramma pur conoscendone a memoria il dipanarsi.

Così le vicende del “biondo” e taciturno cacciatore di taglie senza nome Eastwood, del loquace bandito “Tuco Ramirez” alias Wallach, e dello spietato sergente unionista “Sentenza” ovvero Van Cleef appassionano nel loro intreccio, reso potente e indimenticabile dalle inquadrature volute da Sergio Leone: campi lunghissimi sul deserto e primissimi piani su volti e dettagli.

Memorabile poi la scena finale del “triello” al cimitero, costruita con cura maniacale, in cui sono gli sguardi dei protagonisti e la musica sublime di Ennio Morricone a raccontare senza parole l’azione. Insieme ad un montaggio sempre più veloce che farà scuola.

Resto grata a mio papà che mi ha fatto conoscere e amare questo film di Leone. Ogni volta che lo guardavamo insieme, pur conoscendone ormai le battute, il silenzio era religioso. E ancora oggi, davanti a questo film, pur da sola sento di non guardarlo da sola.

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leone

Lo so, si tratta di una mostra ormai conclusa. Ma “C’era una volta in Italia. Il cinema di Sergio Leone” merita una riflessione su quanto di questo cineasta visionario e innovativo ci sia ancora da indagare e scoprire, traendone insegnamento e piacere.

Immagini, documenti, costumi, pistole, frammenti, testimonianze, rarità d’archivio, inediti e fotografie della famiglia Leone sono state raccontate con cura e dovizia di particolari. Ripercorrendo il cammino da pioniere di Sergio Leone nella filmica europea del Far West.

Ed è nella comparazione di alcune sequenze che si scopre che la genesi del famoso “triello” finale de “Il buono, il brutto, il cattivo” sta già, in nuce, nella scena del duello della pellicola precedente, “Per qualche dollaro in più“, in cui Clint Eastwood interpreta già il “terzo” che, solo guardando, partecipa però alla sequenza stessa. E non appare un caso che nel “triello” lo spettatore ritrovi poi Clint il “buono” e il “cattivo” Lee Van Cleef, scoprendo invece trasformato il precedente indio Gian Maria Volonté nel “brutto” Eli Wallach.

Un cinema epico quello di Sergio Leone. Non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello letterario.

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