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Posts Tagged ‘riposo’

“Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi.

[….]

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.”

Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

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Giovanni Segantini - "Riposo all'ombra" (1892)

Giovanni Segantini – “Riposo all’ombra” (1892)

L’ombra non è per tutti. E neanche la siesta.

C’è chi preferisce luce piena e movimento espanso. Sempre, anche quando fuori la canicola impera e la palpebra s’abbassa.

Io rientro tra gli umbratili che adorano la pausa. Anche quando fuori piove e la persiana non si abbassa.

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FERRAGOSTO: Dalla locuzione latina Feriae Augusti, ovvero “riposo di Augusto”, indicava la festività istituita dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. per celebrare, insieme ad altre feste dello stesso mese, i raccolti e la conclusione dei principali lavori agricoli.

Il 15 agosto coincide con la festa cattolica dell’Assunzione di Maria, l’ascesa al Cielo della Madre di Gesù.

Tradizionalmente è un giorno dedicato alle gite fuori porta, specie in località marine o montane in cerca di refrigerio. Momento topico il pranzo che, nonostante il caldo, prevede portate importanti come la pasta al forno, la grigliata o la frittura, senza dimenticare il trionfo finale di anguria. Il “Pranzo di Ferragosto” è raccontato in modo delicato e  riflessivo nell’omonimo film di Gianni Di Gregorio, 2008, premiato a Venezia e con David di Donatello e Nastri d’argento, divenuto un cult per il cast di attrici al loro esordio cinematografico in non più tenera età, che rendono questa commedia scanzonata e vivace una vera chicca ferragostana.

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