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Posts Tagged ‘responsabilità’

caso kazako

Prima domanda: perché noi italiani siamo tanti bravi a fare figuracce internazionali?

Seconda domanda: perché non esiste mai un responsabile per i pasticci che combiniamo?

Terza domanda: perché in questi casi riusciamo sempre a far emergere un mistero, questa volta del fax?

Risposta unica: pensare prima di agire, assumerci le nostre responsabilità, pagare per condotte errate, mai.

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tragedia genova porto

Ora che anche l’ultima vittima è stata recuperata è forse necessario affrontare il tema della casualità, e Genova non è che l’ennesimo caso italiano a riguardo.

Il tema delle casualità concomitanti versus causalità sommate. Perché se ci accontentiamo ogni volta di dire che è il caso, l’evento fortuito a determinare quanto accade, rischiamo di accettare qualsiasi azione umana stia alle sue spalle.

E’ un caso che la torretta di controllo sia stata costruita sul bordo del molo, o qualcuno ha scientemente approvato tale progetto?

E’ un caso che un mastodontico gigante del mare faccia manovra in una stretta lingua di acqua portuale, o qualcuno ha scientemente approvato tale piano?

Forse sarebbe il “caso” di non rassegnarci solo a piangere le vittime. Forse rendere loro omaggio autentico è non arrenderci alle telecamere e ai microfoni che si spengono dopo aver sorvolato con insistenza sul dolore. Forse diventa dovere civico di tutti chiedere che finalmente chi ha responsabilità ne prenda seriamente atto. Non dopo che le tragedie sono compiute, ma al momento di una scelta, di una firma, di una certificazione. A quel punto, e solo allora, potremo dire: “è stato un casuale incidente“.

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E si disse che la questione fondamentale non era: Sapevano o non sapevano?, bensì: Si è innocenti solo per il fatto che non si sa? Un imbecille seduto sul trono è sollevato da ogni responsabilità solo per il fatto che è un imbecille?“.

Milan Kundera, da “L’insostenibile leggerezza dell’essere”.

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E’ giusto che un Paese civile non faccia nulla per conservare testimonianze scritte di un passaggio duro e oscuro della propria Storia?

Vedere battere all’asta quei fogli “stellati” tristemente famosi come preziosi e monetizzabili francobolli può provocare indifferenza, indignazione, o scardinamento.

Ecco, io mi sono sentita coi “cardini” civili sottosopra, come se non solo la Storia ma anche la sua conservazione fosse appannaggio di una sola parte del mondo, quella ricca.

Che faccia notizia chi si è aggiudicato il “pacchetto”, Marcello Dell’Utri per conto dell’istituzione privata “La Biblioteca del Senato”, è un altro “gioco delle parti”. Il fatto che lo Stato non abbia fatto nulla per aggiudicarselo può fare meno audience, ma non meno riflessione. Che poi la Casa d’Aste Bolaffi l’abbia posto sul mercato passa forse inosservato, ma non senza peccato.

Tornano in mente le parole scritte da Aldo Moro durante la sua prigionia, circa “le responsabilità, che sono ad un tempo individuali e collettive. […] Resta, pur in questo momento supremo, la mia profonda amarezza personale.

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