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Posts Tagged ‘repubblica’

Quella “cosa di tutti” detta “Repubblica” necessita conoscenza, rispetto, cura e attenzione.

Vigilando sempre, affinché ciò che è “di tutti” non diventi solo “di alcuni”. Per negligenza e incuria di ciascuno.

Buona Festa della Repubblica.

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repubblica

Molti italiani pensano che il 2 giugno sia semplicemente un giorno di festa. Il perché, un dettaglio. Ricordi lontani di scuola, a volte di storia.

Il 2 giugno celebra la nascita della nazione Italia, perché proprio il 2 giugno, 1946, l’esito del referendum istituzionale indetto per esprimersi sulla forma di governo, monarchia o repubblica, da dare al Paese dopo la caduta del fascismo, vide la vittoria di coloro che votarono a favore della repubblica, esiliando così i monarchi di casa Savoia.

La parola in sé, “Repubblica”, è profondamente etica. Perché che la stessa sia “cosa di tutti” è alta democrazia. Ma ad una condizione, che moralmente ineccepibili siano coloro che hanno quella “cosa di tutti” da amministrare.

Ma questa è un’altra storia. Non più etimologica.

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parole

Tanto si è aspettato per una nuova legge elettorale. Con buona pace del “maialino” mandato infine al macello.

Ora che tale legge sembra entrare in sala parto, al di là di quanto qualunque cosa sia sempre perfettibile da un punto di vista tecnico, perché non battezzare con più cura e attenzione la futura neonata?

Perché proprio un nome, Italicum, tanto sinistro e doloroso, che richiama immediatamente alla mente una delle pagine oscure della nostra Repubblica, tra l’altro nell’anno in cui cade il quarantennale di quella terroristica strage?

Perché sempre più non diamo importanza alle parole? Queste portano con sé richiami, storia, immagini, riferimenti.

Porcellum docet.

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Ritrovamento-del-corpo-di-aldo-moro

La foto della Renault 4 col portellone aperto del bagagliaio a mostrare il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro resta nella storia d’Italia come una delle pagine più drammatiche e oscure della nostra Repubblica.

In modo tanto sanguinoso si concluse il 9 maggio 1978 il cosiddetto “affaire Moro”, iniziato la mattina del 16 marzo col sequestro a Roma dell’onorevole e l’uccisione dei cinque agenti di scorta da parte di un nucleo armato delle Brigate Rosse.

Dopo una prigionia di 55 giorni, durante la quale Moro fu sottoposto a un processo politico da parte del cosiddetto “Tribunale del Popolo” istituito dalle Brigate Rosse e dopo aver chiesto invano uno scambio di prigionieri con lo Stato italiano, Aldo Moro fu ucciso.

Un film che ha reso bene il punto di vista dei prigionieri, compreso lo scrupolo di coscienza di alcuni di loro, e il dramma umano vissuto da Moro, magistralmente interpretato da Roberto Herlitzka, è Buongiorno, notte, di Marco Bellocchio. Con un titolo che già sottolinea la fatica di far convivere gli opposti.

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In quel tempo nessun homo novus, pur illustre ed egregio, era mai stato eletto console, ma Mario per primo, con sorpresa di molti cittadini, nell’anno 647 dalla fondazione di Roma fu eletto console: così fu a capo della repubblica e le giovò.”

Sallustio, da “Bellum Iugurthinum”.

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Questa sera in prime time su La7 “Silvio forever – Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi“, il documentario di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.

Attraverso materiali d’archivio, il film racconta ascesa, affermazione e autunno di un potente uomo politico che negli ultimi vent’anni è stato gran parte della storia della nostra Repubblica. Che, attraverso gli occhi e le parole stesse di Berlusconi, diventa una donna da conquistare: “Il mio segreto è lo charme. I meccanismi per sedurre una donna o per conquistare il consenso in politica sono gli stessi“.

Come a dire, la parabola di un venditore di sogni, del “più grande piazzista che ci sia al mondo”, come lo definì Indro Montanelli.

E di un Paese che, dopo vent’anni, si sveglia più povero di prima. Soprattutto più povero di ideali e valori. Cioè sogni veri.

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La Festa della Repubblica Italiana si celebra il 2 giugno in ricordo della nascita della nazione.
Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne infatti il referendum istituzionale con cui gli italiani si espressero sulla forma di governo (repubblica o monarchia) da dare al Paese dopo la caduta del fascismo.
Attualmente il cerimoniale prevede la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria e una parata militare, a cui prendono parte tutte le Forze Armate, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. La cerimonia prosegue nel pomeriggio con esecuzioni musicali dei complessi bandistici delle Forze Armate  nei giardini, aperti in questa giornata al pubblico, del palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana.
Il 2 giugno italiano celebra la nascita della nazione,  in modo simile al 4 luglio statunitense (giorno in cui nel 1776 fu firmata la dichiarazione d’indipendenza) e al 14 luglio francese (anniversario della Presa della Bastiglia avvenuta nel 1789).

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