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Posts Tagged ‘religione’

La strage in due moschee a Christchurch in Nuova Zelanda, seppur ai nostri antipodi e perciò impattante più a rilento sul nostro sentire, fa riflettere su quanto il globo terrestre presenti identiche manifestazioni di odio e follia a latitudini e religioni differenti.

Come se ogni emisfero si equivalesse. Non solo sulla mappa del mondo, ma anche in quella cerebrale. Senza più logica né emozione.

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Je-Suis-Charlie

Che le matite abbiano sempre la meglio sulle armi.

Ma anche su pregiudizi, limiti e divieti.

La satira è tale perché gioca sul mondo. Tutto, divinità comprese.

Ps: continuo a pensare al mio bisnonno, caricaturista politico, che aveva come fede assoluta la sua matita…

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papa

Appena ho sentito Papa Francesco a proposito del “pugno” mi sono detta: “E l’altra guancia che noi cristiani dovremmo porgere?“.

Poi riflettendoci è stata evidente la reazione istintiva del Papa. Che, pensando ad un’offesa alla propria madre mossa persino da un suo amico, avrebbe reagito con un “pugno”.

E ho ripensato ai miei studenti più piccoli, quelli che tra i 14 e i 15 anni passano il loro tempo ad offendere le madri dei propri compagni, con particolare riferimento al mestiere più antico del mondo, sullo stile dei ragazzini del film “Stand by me“. Volendosi comunque bene. Pur dandosele, sometimes, di santa ragione.

E così mi rendo conto che in questa espressione, “santa ragione”, torniamo ai discorsi di questi giorni e di questi tempi, in cui certe “ragioni” rischiano di essere “santificate”.

Penso davvero che il Papa abbia detto la frase del “pugno” senza pensarci. Ma forse, specie se portatori di ruoli tanto alti, l’uscita delle parole dovrebbe avere un tempo un po’ più riflettuto. Oppure, dopo l’uscita istintuale, spiegarne il senso. Perché questo è il tempo delle strumentalizzazioni. Soprattutto in campo religioso. E la curia romana, che Papa Francesco sta cercando di assottigliare, aspetta nell’ombra passi falsi. O meglio, quelli istintivi. Che la curialità non conosce.

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Voltaire-Baquoy

Carlo Freccero, autentico esperto di comunicazione, a proposito dell’attentato a “Charlie Hebdo”, ha tentato una riflessione su due diversi fondamenti di vita, la religione per i musulmani, la libertà per noi occidentali.

Due modi diversi di pensare e impostare la propria vita, modi che da qualche decennio sono geograficamente più vicini. Ma perché la convivenza tra libertà e religione appare tanto ardua?

Per noi occidentali la religione resta un fatto privato che solitamente non ammanta in modo evidente la vita pubblica. Per i musulmani i precetti islamici sono la vita stessa, in toto. Anche se curiosamente quei precetti (Dio/ preghiere/ elemosina/ digiuno/ pellegrinaggio) sono anche quelli a cui si ispirano i cristiani.

Per non dimenticare poi la terza religione in campo, l’ebraismo, i cui fedeli continuano ad essere perseguitati. Che le sinagoghe di Parigi, dopo i fatti di sangue, siano state chiuse nel giorno di shabbat, fa meditare, perché non accadeva dal dopoguerra. Ovvero da quel tempo in cui la libertà era violata. A volte anche in nome della religione. Una religione-superstizione come la definiva Lucrezio, lontana anni luce da metafisica, anima e animus, spiritualità. E dalle domande di sempre sul nostro essere qui, su questo “atomo opaco“. Da condividere di necessità, domande e atomo, con gli altri.

Ho tanta voglia di Voltaire.

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