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Posts Tagged ‘Rai tre’

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Sto in attesa del suo ritorno. Domenica sera, quasi notte.

Sapendo che mi farà nuovamente divertire e riflettere.

Come solo dove c’è ironia e intelligenza.

Insieme a quella leggerezza-stile dell’anatra che non mostra mai la fatica della ricerca. Ma che lascia tracce esplicite.

Con cui misurare il tuo cammino. Aperto, ma al coperto. Come solo una struttura a “gazebo” può permettere.

Con un punto di vista panoramico sul mondo.

Ps: molti reportage di “Gazebo” fanno ripensare al ruolo “primitivo” e “primario” del giornalista. Penso in particolare al loro “film” sul 2015, intorno ai “confini” dell’umanità. Da Scampia a Lampedusa, passando per la Grecia.

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Finalmente una trasmissione di storie che stimolano riflessioni.
Lunedì sera, prime time, Rai tre. Condotta con garbo, senza smanie urlate da protagonista né ansie da prestazione da anchorman di lungo corso, dal direttore de “La Stampa” Mario Calabresi, “Hotel Patria” è una trasmissione che racconta appunto storie, presentandole come pezzetti di vetro da sbirciare in una ciotola, lasciandoti poi la voglia di andarle a vedere  in un secondo tempo più da vicino.
Ieri sera, per esempio, si è parlato di coraggio, da quello estremo del navigatore solitario Giovanni Soldini che rinuncia ad un record per salvare una sua collega in balìa delle onde, a quello civile dell’avvocato Giorgio Ambrosoli che scrive una lettera di altissimo senso dello Stato alla moglie qualche anno prima di essere ammazzato, da quello di donne magistrato in luoghi che sembrano puntini sulla carta geografica e che invece stanno rivelandosi roccaforti della giustizia attiva in Italia, a quello di altre donne, suore di clausura, che sono anch’esse e in altro modo in prima linea, perché scegliere tale via in questo tempo storico di estrema visibilità è richiamo del “cor”, coraggio appunto.
Sui titoli di coda vedi bambini di 11 anni, col sottopancia che ti ricorda che avranno 50 anni nel 2050, che con sguardi tra l’incantato e il visionario ti raccontano perché si sentono italiani. Dorina, di origini albanesi, ti guarda dritto negli occhi e in modo disarmante ti dice: “Mi sento italiana perché mi sento uguale a tutti gli altri”. In un sol colpo mi ha cancellato ore di dibattiti televisivi sull’integrazione degli stranieri in Italia.

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