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Posts Tagged ‘Parlamento’

Ieri al Senato, oltre ad assistere alla fine annunciata e poi procrastinata del governo gialloverde attraverso comunicazioni esplicite dei leader politici, abbiamo ripreso confidenza con il linguaggio non verbale, il non detto, la gestualità che tutto dice pur non dicendo.

E nell’esplicito subliminale si andava a sottolineare l’infinita linea d’ombra che distingue gli uomini nella loro essenza, molto prima che nel loro agire da governanti.

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“L’ottovolante di Copenaghen (e forse della vita)” – Photo by Ester Maero

Da non credere. Si ricomincia. Un’altra volta. Ennesimo giro di giostra politica. Ancora gioco dell’oca. Fermi tre giri e si torna al via. Ma con autentiche oche del Campidoglio. A starnazzare a più non posso. Senza alcun risultato concreto.

E noi cittadini su e giù sull’ottovolante. Senza la possibilità di scendere o stare fermi, noi sí, almeno un giro.

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Murale di TVboy – Roma, Via del Collegio Capranica – 2018

Tradimenti inaspettati nella serata di ieri. Strappi in parte ricuciti nella notte. Abbracci pacificatori questa mattina. Con due neonati Presidenti: Maria Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia al Senato e Roberto Fico di M5s alla Camera.

E uno Street Kiss disegnato su un muro di Roma a suggellare forse futuri e inediti scenari.

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MC Escher, “Illusion chess board”

Il nuovo Parlamento sta assumendo, prima ancora del suo insediamento, la forma di una grande scacchiera.

In cui la Mossa privilegiata, almeno fino a ieri, sembrava essere quella dell’Arrocco. Muovere due pezzi in un colpo solo. Comunque dopo la mossa dell’avversario. E in attesa del Dominus fuori scacchiera.

Ora invece la mossa privilegiata pare essere la Mossa del Cavallo. Ovvero quella laterale, inaspettata, a scavalco. Che però va anticipata rispetto all’avversario.

E noi elettori, extra tavolo, mentre osserviamo un po’ scettici le Grandi Manovre, pensiamo ai paradossi di Escher. Per cui nulla è come sembra.

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Qualsiasi sia l’esito di questa campagna elettorale, quasi certamente incerto, l’uso linguistico è invece, questo certamente, scadente e aggressivo.

La parola più usata è “attacco”, come se l’esercizio democratico del voto fosse, di default, comprensivo di battaglie e scontri.

Tizio attacca Caio, Caio attacca Sempronio, Sempronio attacca Tizio in una premeditata giostra degli scambi in cui il ruotare della stessa è talmente vorticoso da confondere, fino a tramortire, lo sbigottito spettatore/elettore.

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Ancora. Un nuovo attacco. Un’altra ferita.

Questa volta al cuore di Londra. A quel Parlamento che pulsa democrazia per tutti. Un simbolo potente. Di istituzioni, leggi, uguaglianza, confronto.

Lo sfregio umano e immaginifico a Westminster colpisce tutti noi. Ma non solo da europei. Ancor più ci ferisce da cittadini del mondo.

Memori di quanto diceva sir Winston Churchill, vicino alla cui statua é avvenuto l’attacco: “Fanatico é colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento.

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Nel nuovo governo Gentiloni tanti i promossi. Soprattutto quelli bocciati dal referendum.

Un curioso paradosso, quello del “sempre promosso”. Che mantiene in modo adeguato le promesse.

A partire dalle premesse.

Sempre le stesse.

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