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Posts Tagged ‘Paolo Sorrentino’

Mi piace questa definizione dell’umana bellezza.

La fa dire il regista Paolo Sorrentino al personaggio di  Jep Gambardella (alias Toni Servillo) nel film “La Grande Bellezza”:

Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.

E nel film, che stasera si può rivedere sulla Tv generalista, quegli “sparuti incostanti sprazzi di bellezza” si annidano in uno sguardo, in un tramonto, in un ricordo. Con lo scorrere del tempo inarrestabile come l’acqua di un fiume.

Forse però… “in fondo, è solo un trucco“.

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cannes 2015

Da oggi la Croisette di Cannes è il regno della “settima arte”.

Col nostro cinema a parlare maiuscolo, attraverso la Madre di Nanni Moretti, la Giovinezza di Paolo Sorrentino e i Racconti di Matteo Garrone.

E con gli occhi trasparenti di Ingrid Bergman a sorridere dalla locandina del Festival. Invitandoci a guardare oltre. Verso un luogo favoloso, mitico, di sogno. Almeno al cinema.

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servillo

Riscorro dentro di me  alcuni fotogrammi del film di Paolo Sorrentino. Scoprendo, a sorpresa, che mi rimarranno tatuati per la loro potenza immaginifica e rievocativa. Facendo sì che quella Poesia diventi un po’ mia.

E’ il soffitto della camera da letto di Jap, che si fa mare con la vitrea trasparenza delle sue onde di un tempo, a farmi nuotare nell’acqua salata più amata, liquido ed emozioni.

E’ il lungo piano-sequenza finale girato da una barca sul Tevere, semplicemente bellissimo, a raccontare la mia curiosità che viaggia lenta e silenziosa, insieme alla vita stessa che scorre, ansa dopo ansa, ponte dopo ponte, lasciando dietro alquanto.

E’ la luce notturna del faro che illumina-ombreggia-illumina, come le azioni-parole di ciascuno, i due giovani di un tempo che è stato a ricordarmi che è quanto vediamo-non vediamo, capiamo-non capiamo a muovere le nostre scelte. Illuminando-ombreggiando azioni future.

E su tutto, quel continuo e vorticoso muoversi umano intorno a Jap, mentre lui lo percepisce al rallentatore pensando “È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza.” Quegli sprazzi che, proprio perché sparuti e incostanti, si fanno epifanie di vita. Come quell’ombra sul muro, bella e miserabile, che accompagna Jap nella sua passeggiata e riconduce me all’amato Montale.

bellezza1

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la capria

Sembra essere uscito in perfetta sincronia con l’Oscar di Paolo Sorrentino l’ultimo libro di Raffaele La Capria, “La bellezza di Roma”. Fu lo stesso scrittore a dichiarare poco tempo fa: ” Jep Gambardella? Un po ‘mi somiglia “. Del resto l’elegante disincanto e lo sguardo rassegnato sul degrado morale di Jep hanno la cifra dell’autore di “Ferito a morte”, insieme a quel panama bianco che accompagna entrambi.

E’ proprio Roma, come nel film “La grande bellezza”, ad emergere attraverso questi racconti di La Capria, una Roma bella, pur nelle sue contraddizioni e nella sua smania di potere. Una città di tutti, perché, come sostiene lo scrittore, ” tutte le strade conducono a questa Città invisibile: tutte le strade conducono a Roma, e qui si perdono … “.

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Oscar-2014

Notte degli Oscar dedicata ai movie heroes, gli eroi cinematografici, da Batman e Superman a Harry Potter e Spider-Man, da autentiche icone come Kim Novak all’Atticus Finch de “Il buio oltre la siepe” incarnato sul grande schermo da Gregory Peck, fino alla famiglia protagonista del film Pixar “Gli incredibili“. Celebrato anche  il settantacinquesimo anniversario de “Il mago di Oz” di Victor Fleming, che racconta di un’altra eroina, Dorothy. E come non ricordare Shirley Temple, un mito di Hollywood da poco scomparsa, la bambina prodigio “Riccioli d’oro” che a soli 6 anni ricevette la statuetta tanto ambita? Col suo sorriso fece sognare l’America in uscita dalla Grande Depressione a tal punto che il Presidente Roosevelt disse: “Finché il nostro Paese avrà Shirley Temple, noi staremo bene.”

Perché il cinema è così, crea degli “eroi” che travalicano le generazioni, diventando modelli di riferimento. Anche solo da sognare.

Ultim’ora: Jep Gambardella, “il re dei mondani” che però vede gli “sparuti incostanti sprazzi di bellezza“, è riuscito a conquistare l’Oscar! Insieme a Paolo Sorrentino, Tony Servillo e una Roma da urlo, decadente, straziante e bellissima. Come la nostra Italia.

bellezza

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la grande bellezza

E così ci proviamo.

Lanciando “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino alla corsa per gli Oscar.

Chissà se Gep Gambardella, il giornalista deluso dalla “dolce vita” romana, interpretato al meglio da un notevole Toni Servillo, ruscirà ad emozionare anche gli americani nelle sue riflessioni camminate intorno ad un Lungotevere illuminato dalla luce del giorno che torna…

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Giulio_Andreotti

Guerre puniche a parte, mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Italia. Nel corso degli anni mi hanno onorato di numerosi soprannomi: il Divo Giulio, la prima lettera dell’alfabeto, il gobbo, la volpe, il Moloch, la salamandra, il Papa nero, l’eternità, l’uomo delle tenebre, Belzebù; ma non ho mai sporto querela, per un semplice motivo, possiedo il senso dell’umorismo. Un’altra cosa possiedo: un grande archivio, visto che non ho molta fantasia, e ogni volta che parlo di questo archivio chi deve tacere, come d’incanto, inizia a tacere.

Dal film di Paolo Sorrentino “Il Divo – La spettacolare vita di Giulio Andreotti”

 

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