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Posts Tagged ‘Pablo Picasso’

Riapre oggi 21 ottobre il rinnovato Moma, il “Museum of Modern Art” di New York, dopo quattro mesi di chiusura, un costo di 450 milioni di dollari e un ampliamento di 3700 metri quadrati in più. Il progetto, firmato dallo studio di architetti Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con lo studio Gensler, permetterà di mostrare 2400 opere contemporaneamente.

Ripensata l’esposizione delle stesse: non più per periodi e movimenti ma per associazioni e grandi temi. Un esempio? Aver posto a fianco del quadro di Pablo Picasso Les demoiselles d’Avignon del 1907 un quadro di 60 anni dopo, dell’artista americana Faith Ringgold, American People Series #20: Die. La Ringgold, ritraendo uomini e donne bianchi e neri dopo una sparatoria e un accoltellamento, si era ispirata proprio a quel lavoro di Picasso, raffigurante cinque prostitute nude e con maschere africane sul volto, ripercorrendone la velata violenza.

All’ingresso del Museo più iconico del mondo la scritta “Hello. Again.”, opera di Haim Steinbach. Per accogliere il visitatore in un autentico Tempio della genialità umana.

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PICASSO

Robert Capa è stato etichettato come fotografo di guerra, ma le sue qualità  di ritrattista hanno catturato anche le gioie della pace, come lo si può notare da questa foto del 1948 in cui Pablo Picasso e Françoise Gilot sembrano uscire felici dalle acque di Golf-Juan.

Una retrospettiva per il centenario dalla nascita ce lo racconta in questi due aspetti a Palazzo Reale di Torino fino a metà luglio. E ritroviamo immagini di quei suoi reportage per cui divenne famoso, dallo sbarco in Normandia alla liberazione di Parigi, dalla guerra civile spagnola a quella d’Indocina dove trovò la morte su una mina antiuomo a soli quarant’anni. Del resto lui vedeva il mezzo fotografico come arma di denuncia e testimonianza, spingendosi a scattare a pochi metri dai campi di battaglia, ma volendo raccontare gli eventi bellici soprattutto attraverso gli sguardi della popolazione civile, con cui sentiva profonda empatia essendo stato lui stesso un rifugiato politico.

E poi ci sono quei ritratti di personaggi famosi, spesso suoi amici, da Picasso a Hemingway, da Matisse a Ingrid Bergman, ritratti che riescono a cogliere l’anima di quelle persone. Perché, come ebbe a dire John Steinbeck ricordandolo, “Capa sapeva che cosa cercare e che cosa farne dopo averlo trovato“. Fotografando emozioni.

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Pablo Picasso, “Donna che piange” – 1937

In ricordo delle vittime del terremoto in Emilia.

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