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Posts Tagged ‘ottobre’

È semplice e bella la castagna.

Inaspettato e casto il suo vestito,                                                    di tersa e raffinata eleganza.

Anticipo di dorato stupore. 

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Sarà il procedere dei cambiamenti climatici, sarà la chiusura definitiva delle mezze stagioni, sarà la liquidità del tempo stesso, ma ottobre non sembra più tale.

Ottobre era il sinonimo di castagne, funghi, ombrelli, stivali, maglioni. E il sole pronto a traslocare il proprio calore sull’altro emisfero.

Invece oggi, a dispetto del calendario, da ogni dove occhieggiano tessuti estivi e pelle scoperta. Con i gelati a farci ancora compagnia.

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Ottobre serba mite il precedente sole, alambiccando cromatiche conserve delle antiche fiamme estive.

Con le foglie screziate di quel già lontano e languido stare al sole.

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La natura ottobrina si fa cangiante tavolozza: le foglie dal verde virano al giallo, passando per l’arancione e il rosso, fino a giungere al marrone, al prugna, al viola.

Sublimi cromatismi d’Autore.

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Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino
di questo vecchio sole ottobrino
che splende nelle vigne saccheggiate.”

Vincenzo Cardarelli, da “Ottobre”

Ps: la sensazione è che di questi tempi le vigne saccheggiate siamo noi…

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Arno Hammacher, “Trasporto dei tini” – 1981

“Non so se tutti hanno capito, Ottobre la tua grande bellezza:

nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza…

Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,

lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse…”

Francesco Guccini, da “Canzone dei dodici mesi”.

 

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Quanto tempo è passato da quel giorno d’autunno                                               

di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno;

tra sessioni d’esami, giorni persi in pigrizia,

giovanili ciarpami, arrivò la notizia

Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto

sapere a brutto grugno: “Che” Guevara era morto

In quel giorno d’ottobre, in terra boliviana,

era tradito e perso Ernesto “Che” Guevara

Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,

perché con lui era morta la nostra speranza

Erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni

Erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni

“Che” Guevara era morto

ma ognuno lo credeva

che con noi il suo pensiero

nel mondo rimaneva“.

Francesco Guccini, da “Che Guevara”.

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Odore di ottobre

Niente più mi somiglia,

nulla più mi consola,

di quest’aria che odora

di mosto e di vino,

di questo vecchio sole ottobrino

che splende sulle vigne saccheggiate.

Vincenzo Cardarelli, da “Ottobre”.

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