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Posts Tagged ‘Norvegia’

Che una persona possa compiere un gesto folle, preda di qualche allucinante delirio, lo teniamo in conto. Ma solo nelle nostre pieghe più nascoste e profonde, per non cadere nell’ansia generalizzata. Pur sapendo che può accadere. Che le ossessioni possono avere la meglio.

Oggi a Monaco, esattamente cinque anni fa in Norvegia. Giovani le vittime, ora come allora. Dal raptus momentaneo alla lucida follia, il risultato è comunque mortifero ed insensato.

E tale è anche quello registrato sotto il nome “terrorismo”, che getta appunto terrore in nome di qualcuno o qualcosa. O può forse questo non dirsi “follia”? Il kamikaze che semina morte può non essere definito folle, seppur agente per una sigla?

Ma allora c’è da chiedersi perché certe sigle riescano ad essere tanto appetibili su alcuni, ormai numerosi, soggetti. Perché tali “idee” di distruzione totale risultano fascinatorie? E perché oggi i freni inibitori sono più labili? Crisi economica e migrazioni dei popoli e confini liquidi e consumismo relazionale possono essere alcune risposte. Legate anche alla fruizione di un tempo super-veloce in connubio all’onnipotenza dell’essere sempre connessi. Quindi social.

Non più però “animali” sociali che vivono con e per l’altro, bensì virtuali, per cui molte azioni assumono le sembianze di un videogioco in cui il tasto replay è sempre a portata di dito.

A differenza dell’esistenza reale, in cui non è contemplata la funzione di reset.

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Edvard Munch - "Bagnanti" (1904/1905)

Edvard Munch – “Bagnanti” (1904/1905)

Il 12 dicembre 1863 nasceva in Norvegia il pittore Edvard Munch, universalmente conosciuto per “L’urlo”, dipinto divenuto il simbolo dell’angoscia esistenziale. L’artista ha sempre portato con sé, come scrisse lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, il sentimento tragico della vita, quello che pervade la letteratura scandinava, da Ibsen a Strindberg. E lo fa anche in quadri solo apparentemente più lievi, come quello in cui ritrae un gruppo di bagnanti. Ma le pennellate restano le sue, inconfondibili, spessi strati di colore, e la figura umana è solo accennata, pur con tutte le sue emozioni.

Per ricordare il centocinquantenario di Munch una notevole mostra a Palazzo Ducale di Genova, fino al 27 aprile 2014. Per riflettere sulle contraddizioni della modernità, quelle contraddizioni che l’artista norvegese era già riuscito a cogliere più di secolo fa.

 

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