Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Non ci resta che piangere’

Appare senza età Roberto Benigni, il nostro folletto nazionale capace di suscitare riso, commozione, riflessione. Secondo l’abito indossato.

Una comicità dissacrante la sua, che usa in maniera sapiente il linguaggio del corpo insieme ad un talento che sa cogliere i diversi registri umani. Così è “Il piccolo diavolo”, “Johnny Stecchino”, “Il mostro”, ma anche “Pinocchio”, sia figlio che padre. Per non parlare della surreale coppia in viaggio nel tempo in “Non ci resta che piangere”, in cui la magica complementarietà con Massimo Troisi diventa un cult in numerosi sketch del film, quasi novelli Totò e Peppino in un mondo rinascimentale.

Ma è ne “La vita è bella”, tre Premi Oscar, che Benigni compie il miracolo, pescando in sé la vena malinconica e struggente sottesa alla battuta mordace. Raccontare l’orrore della Shoah ad un bambino attraverso lo strumento del gioco fiabesco sembrava una sfida azzardata, eppure vinta tra lacrime e sorriso.

Non si può però dimenticare la capacità affabulatoria e recitativa di Roberto Benigni, sommo attore per il Sommo Poeta. Le sue “lezioni” su Dante hanno avvicinato alla Commedia anche chi faticava a leggerla. Insieme al suo racconto appassionato intorno alla nostra Costituzione, “La più bella” la definì, e i Dieci Comandamenti, quasi un memorandum dell’agire etico di ogni uomo.

E in ogni campo sempre con quella scanzonata leggerezza, che è poi profonda riflessione sulla natura intrinseca dell’umano. Tenendo presente, come ci ricorda lui, di essere felici, “e se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non scordatevi della felicità”. 

Quindi auguri di felicità a te Roberto, e buon Settantesimo!

Pubblicità

Read Full Post »

Il 2 maggio 1519 si spegneva il Genio di Leonardo da Vinci.

Cinquecento anni. Eppure è con noi. Dalla “Gioconda” coi suoi misteri alla perfezione dell’uomo vitruviano, dalle molteplici e lungimiranti invenzioni alle incredibili intuizioni anzitempo.

Amava dire: “Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.”

Grande lezione, sempre attuale. Di cui tennero conto anche Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere”. Le scene col grande Leonardo sono mitiche. Da cineteca poi quella in cui Trosi spiega, fino allo sfinimento seppur con scarso successo, le regole di un gioco di carte al Maestro, che resta incredulo. Ma ascolta e pensa e stima.

Con lo sguardo già Oltre. Come la sua Monna Lisa.

Read Full Post »

massimo-troisi-638x425

Caro Massimo,

te ne andavi, quatto quatto, vent’anni fa. Lasciandoci storditi, e poi addolorati.

Perché la tua “maschera” attorale coincideva con quella esistenziale, che col mondo giocava leggero perché leggero giocava con sé.

Così leggero che mettevamo da parte la possibilità che la tua fisica fragilità giocasse invece pesante.

Lasciando a noi, più soli e smarriti, il ricordo nostalgico della tua incantata e profonda leggerezza. Con cui rendevi lievi le paure di ciascuno intorno ai sentimenti.

Facendoci ridere, per poi sorridere, e infine pensare.

Ps: visto che sei diventato “Il postino” per antonomasia, chissà se questa lettera ti raggiungerà…

 

Read Full Post »