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Posts Tagged ‘neruda’

Gialle, rosse, verdi… Fuochi d’artificio autunnali, le mele.

Gialla come quella d’oro che Paride regalò ad Afrodite perché la più bella dell’Olimpo.

Rossa come quella tanto lucida ed accattivante offerta a Biancaneve.

Verde come quella succosissima della Val di Non in Trentino.

Frutti rotondi con cui condividiamo la stagione fredda, quando i colori in tavola cominciano a smorzarsi.

Mi piace pensare a quando la mordiamo, perché quel gesto atavico, come dice Neruda, è “l’atto più semplice della terra“, con cui “torniamo / per un istante / a essere / anche creature appena create“.

E in qualche modo ci ritroviamo, novelli Adamo ed Eva, in quel giardino originario. Ancora innocenti, già colpevoli. Tornando al “tempo delle mele” dell’intera umanità.

Ps: Nel weekend possibilità di una full immersion tra questi frutti con la fiera “Tuttomele”, in svolgimento a Cavour, in provincia di Torino.


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Velluto di stagione

Vino color del giorno,                                                    
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio
della terra,
vino, liscio
come una spada d’oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.”

Pablo Neruda, da “Ode al vino”

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“Capri, regina di rocce”

“Capri, regina di rocce,…

… Vi sbarcai in inverno.

La veste di zaffiro custodiva ai suoi piedi:

e nuda sorgeva in vapori di cattedrale marina.

… Sulla riva di uccelli immobili, in mezzo al cielo,

un grido rauco, il vento e la schiuma indicibile.

… E dal mare, girando intorno a te,

ho fatto un anello d’acqua

che è rimasto sulle onde

a cingere le torri orgogliose di pietra fiorita…”

Pablo Neruda, “Chioma di Capri”

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Arancia infuocata, la terra

"Arance" di Fernando Botero

A somiglianza tua,
a tua immagine,
arancia,
si fece il mondo:
rotondo il sole, circondato
per spaccarsi di fuoco:
la notte costellò con zagare
la sua rotta e la sua nave.
Così fu e così fummo,
oh terra,
scoprendoti,
pianeta arancione.
Siamo i raggi di una sola ruota
divisi
come lingotti d’oro
e raggiungiamo con treni e con fiumi
l’insolita unità dell’arancia.

Pablo Neruda, da “Ode all’arancia”

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Ciliegi in fiore

“Voglio fare con te / ciò che la primavera fa con i ciliegi” – di Pablo Neruda (da “Giochi ogni giorno con la luce dell’universo”).

Un omaggio al Giappone che sente come una rinascita la “Festa dei ciliegi in fiore” (Hanami).

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