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Posts Tagged ‘Neorealismo’

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Quarant’anni fa, il 13 novembre 1974, ci lasciava Vittorio De Sica, una delle colonne portanti del cinema, e non solo italiano. Perché Vittorio De Sica è stato attore e regista di razza, ma anche pioniere della cinematografia.

È infatti considerato uno dei padri del Neorealismo, e i film-capolavoro Sciuscià e Ladri di biciclette lo raccontano, attraverso l’affresco di un’epoca e un modo nuovo di usare la macchina da presa.

E la cosiddetta “Commedia all’italiana” deve a lui i primi passi, quelli che trasformarono la commedia tradizionale in amara satira di costume, facendo riflettere sull’evoluzione della società italiana. Il film Ieri, oggi, domani resta in tal senso una pietra miliare di tal genere, complici anche le superbe interpretazioni di Sofia Loren e Marcello Mastroianni.

La sua cinematografia è talmente ampia e di livello altissimo che è davvero arduo scegliere, da Miracolo a Milano a Umberto D., da L’oro di Napoli a La ciociara, da Matrimonio all’italiana a Il giardino dei Finzi-Contini.

Creatività allo stato puro quella che portò Vittorio De Sica a tali esiti artistici. E condensata in una battuta di Pane, amore e fantasia, il film di Luigi Comencini in cui De Sica, recitando la parte del Maresciallo Antonio Carotenuto, chiede ad un contadino che sta mangiando pane cosa ci sia dentro. Con la risposta fulminante del contadino, “Fantasia, marescià!!“.

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Italy in a day, il primo social film italiano a firma del regista Gabriele Salvatores, è stato possibile nella sua realizzazione grazie al contributo di numerosi video amatoriali di italiani che hanno raccontato una loro giornata, dall’alba alla notte. Esso, nel suo ampio ventaglio di potenzialità, sembra inaugurare un New Deal per il cinema.

Ben ha detto Salvatores sottolineando che questo racconto appare come il nuovo “Neorealismo” italiano. In effetti sono la forza-fatica-bellezza-speranza di Questo Paese ad essere non solo raccontate ma anche scandagliate nei loro meandri chiaroscuri, con autentico affetto più che con sapienza tecnica.

Ma il regista, citando il grande Ėjzenštejn, ci ricorda anche, proprio perché ha “manipolato” materiale non suo, quanto il montaggio sia la voce narrante del cinema.

Il mio pensiero va allora al lavoro artigianale, a quello che partendo dalla materia prima, farina-marmo-microbo-bimbo-pellicola, ne fa una possibile opera d’arte. Sia questa una pagnotta, una statua, un vaccino, un uomo. O un film.

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