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Posts Tagged ‘musulmani’

Un luogo sacro, di preghiera, è tale ad ogni latitudine, e sacrilego è qualsiasi atto violento perpetrato in tale luogo. Tanto più se preventivamente pensato per fare più vittime possibile, ovvero una strage.

E i fedeli musulmani uccisi venerdì scorso nella moschea egiziana di Bir al-Abed nella regione del Nord Sinai non sono diversi dai cristiani, dai buddisti, dagli ebrei, ovvero da chi è dedito alla preghiera in un luogo a tale atto preposto.

Ma allora perché così scarsa copertura mediatica alla riflessione sulla notizia e così tiepida compartecipazione di noi tutti a quel popolo?

E dire che forse proprio qui si gioca la possibilità di svolta, ovvero non un distinguo barbaro e primitivo tra religioni diverse, ma un bando morale tout court sugli atti terroristici, ovunque avvengano e chiunque colpiscano.

Tanto più quando la vittima sacrificale è la via religiosa moderata, quella che cerca il dialogo con gli altri fratelli, come il sufismo, la via mistica dell’Islam. Quella che è stata colpita in tale vile attentato. Che però non fermerà le danze rotanti dei dervisci e il loro modo pacifico di avvicinarsi all’Alto. Rispettando l’altro.

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yemen

La notizia è passata alquanto sotto traccia, forse perché geograficamente lontana da noi, forse perché noi in altre faccende affaccendati. Ovvero occupati a riflettere intorno ai “lupi”, siano essi ministri o terroristi. Perché “l’uomo è un lupo per l’uomo“. Dalla notte dei tempi al giorno odierno.

Però è forse una notizia su cui riflettere quella relativa all’attacco kamikaze contro due moschee sciite a Sana’a, capitale dello Yemen, costato la vita ad oltre un centinaio di civili in preghiera. Perché si evidenzia che obiettivo dei terroristi non sono solo i cristiani, ma i loro stessi “fratelli” musulmani. Lotta interna sunniti contro sciiti? O la cosiddetta jihad nasconde interessi economici più che religiosi? Nei luoghi del Golfo vi sono molte delle riserve petrolifere mondiali. Riflettendoci, lo Yemen non appare più così lontano.

Ps: proprio oggi 25 marzo, cinquant’anni fa, terminava a Montgomery la marcia di Martin Luther King partita da Selma. Una lotta per i diritti civili. (Work in regress?).

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Voltaire-Baquoy

Carlo Freccero, autentico esperto di comunicazione, a proposito dell’attentato a “Charlie Hebdo”, ha tentato una riflessione su due diversi fondamenti di vita, la religione per i musulmani, la libertà per noi occidentali.

Due modi diversi di pensare e impostare la propria vita, modi che da qualche decennio sono geograficamente più vicini. Ma perché la convivenza tra libertà e religione appare tanto ardua?

Per noi occidentali la religione resta un fatto privato che solitamente non ammanta in modo evidente la vita pubblica. Per i musulmani i precetti islamici sono la vita stessa, in toto. Anche se curiosamente quei precetti (Dio/ preghiere/ elemosina/ digiuno/ pellegrinaggio) sono anche quelli a cui si ispirano i cristiani.

Per non dimenticare poi la terza religione in campo, l’ebraismo, i cui fedeli continuano ad essere perseguitati. Che le sinagoghe di Parigi, dopo i fatti di sangue, siano state chiuse nel giorno di shabbat, fa meditare, perché non accadeva dal dopoguerra. Ovvero da quel tempo in cui la libertà era violata. A volte anche in nome della religione. Una religione-superstizione come la definiva Lucrezio, lontana anni luce da metafisica, anima e animus, spiritualità. E dalle domande di sempre sul nostro essere qui, su questo “atomo opaco“. Da condividere di necessità, domande e atomo, con gli altri.

Ho tanta voglia di Voltaire.

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