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Posts Tagged ‘Mondadori’

mondadori-rizzoli

E così è nato. Paventato dagli scrittori, auspicato dagli azionisti, ha visto la luce il monopolio editoriale della Mondadori-Rizzoli, già ribattezzato Mondazzoli.

Col “Grande Cartello” un altro lembo di libertà viene assorbito. La scelta si fa stretta e il Libro si fa Grande.

Sì, ma in cassa, non tra gli scaffali.

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ilfuturo

Nell’estate 2013 era uscita una raccolta di aforismi di Bob Marley, edizioni Mondadori, dal titolo Il futuro è solo l’inizio.

Un anno dopo, in quel di Firenze, in un finto garage alias “Leopolda”, torna quello slogan, diventando un brand.

Nella ex storica stazione ferroviaria si è fatta una scelta comunicazionale, taccio su quella dei contenuti, facendo propria questa frase del re del reggae. Senza che in realtà lo sia.

Infatti il new brand leopoldiano/renziano è il titolo italiano della raccolta di pensieri del musicista giamaicano. Il titolo originale è una sua canzone, Everything’s Gonna be Alright, “Tutto andrà bene“. Che non è propriamente uguale a Il futuro è solo l’inizio. Anche perché se del titolo della canzone si può immediatamente cogliere l’augurio di un buon futuro, in quello usato a Firenze è difficile cogliere un significato concreto. A meno che non ci si voglia riferire, per quanto ci sia dopo l’inizio, all’eternità.

In realtà la Mondadori ha estrapolato da una frase del cantautore sui dread (“Mi rallegra il cuore vedere magnifici dread che crescono rigogliosi in ogni angolo di mondo. È il futuro. Sarà bellissimo… sarà un inizio.“) un titolo che suona bene. Del resto così funziona una scelta editoriale.

Altro è una scelta di linguaggio politico-programmatico, che non è arte ma “parte”.

Ps: dedico a quell’assemblea la canzone “Natty Dread” di Bob Marley. Illuminante in quei versi: “In questo fantastico futuro, non puoi dimenticarti / del tuo passato.

 

 

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Un omaggio a Pier Paolo Pasolini.

Meglio, un atto d’amore nei confronti di quel Fondo Pasolini, di cui l’anima è sempre stata l’attrice Laura Betti.

Lavorando su quel dedalo di carte, sotto l’occhio tutelare di una bisbetica Betti, Emanuele Trevi “incontra” quasi realmente il poeta friulano.

Insieme a molti suoi misteri. Come quella P del suo ultimo ed incompiuto romanzo “Petrolio”, del 1992. Un anno che sembra segnare una linea d’ombra per il nostro Paese. Con Tangentopoli crollava un sistema, con le stragi di Falcone e Borsellino crollava la speranza.

Ps: fino agli ultimi voti scrutinati ieri sera al Ninfeo di Villa Giulia a Roma sembrava Emanuele Trevi il vincitore del Premio Strega. Ma una manciata di voti finali ha fatto tagliare il traguardo ad Alessandro Piperno col romanzo “Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi”. Da tempo si dice che questo Premio sia “guidato” dalle case editrici, soprattutto da quelle potenti. Un caso la vittoria di “Mondadori” piuttosto che “Ponte alle Grazie”?

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