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Posts Tagged ‘Mario Rigoni Stern’

Era uno dei miei registi preferiti. Perché Ermanno Olmi era anzitutto un poeta.

Sempre visionario, sempre profondo. E con una luce speciale. Nel suo cinema, perché tale era nel suo sguardo.

Con il mondo contadino a segnare con costanza e devozione il suo poetico passo. A partire da quel capolavoro che fu “L’albero degli zoccoli”, Palma d’oro a Cannes nel 1978. Ma presente comunque. Nelle amicizie, Mario Rigoni Stern fu suo vicino di casa e di cuore, come nelle scelte poetiche. L’ultimo suo film, “Torneranno i prati”, è stato girato sull’Altopiano di Asiago, raccontando le trincee innevate della prima guerra mondiale.

Nel 2010 Olmi sosteneva: “Io credo che ci salveranno i contadini non solo con il loro lavoro, ma anche perché risveglieranno dentro di noi, che facciamo altri mestieri utili, quella civiltà contadina di cui tutti siamo figli. L’economia del mondo deve tornare a essere ecologia e la sapienza contadina deve riconquistare la sua attualità. Basta con la narcosi di questa società dell’immagine. Oggi, coltivare la terra con una nuova consapevolezza, del reale valore, potrebbe essere il migliore dei progetti per riconquistare un nuovo Giardino di Eden.

Quel Giardino offerto ora, Maestro, al tuo luminoso sguardo.

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A segnalare l’arrivo dell’inverno, da sempre, è per primo lo scricciolo che si avvicina alle case degli uomini. E’ il più piccolo degli uccelli europei, un batuffolo raccolto di piume brune con fini striature più scure e una piccola e breve coda sempre portata all’insù. Il suo richiamo è come un leggero tocco su un campanellino d’argento: è con questo che chiama la neve.

Mario Rigoni Stern, da “Stagioni”.

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“Restano nella memoria i crostacei mangiati crudi con il succo dei limoni dei pescatori di Gallipoli; il sole e l’estate; i campi mietuti, gli uliveti e i muri di pietre grigie che delimitavano i confini delle masserie che, intorno, avevano grandi spazi. […] Le torri di guardia lungo quel mare profondamente azzurro mi facevano sognare che in qualcuna sarebbe stato bellissimo passare un’estate. Ma anche tutta la vita, che non sarebbe stata dura con quel mare davanti, con quel retroterra di frumenti ed ulivi. Lì con un centinaio di libri, un bell’orto, un piccolo frutteto con aranci e mandarini.”

Mario Rigoni Stern, da “Stagioni”.

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