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Posts Tagged ‘mare’

Antonello Blandi “La leggenda di Colapesce”

Ho un gavitello di riferimento per le mie immersioni. Con un ancoraggio profondo.

Quando sott’acqua vedo la catena che lo trattiene negli abissi penso alla leggenda di Colapesce, abile nuotatore fin da bambino.

E ogni volta immagino di poterlo incontrare. Là sotto, tra alghe e pesci e sabbia e fondo, impegnato a reggere la colonna spezzata affinché non sprofondi la sua Trinacria.

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Moses Levy, “L’ombrellone bianco” (1919)

Quelle della “mia” Versilia sono marine radiose.

Luce dionisiaca a ricordarmi l’alba della vita, passo lento ad indicarmi la dimenticata flanerie, spiaggia apollinea a sottolinearmi la bellezza del luogo di sale.

E la distesa marina. Senza limiti visivi, infinita nel suo sinuoso allungarsi. E incredibilmente radiosa. Come i quadri del pittore Moses Levy che con intenso e cromatico affetto l’hanno tratteggiata.

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Tra le novità gonfiabili di questa estate troviamo la Sirena salvagente, portatrice nel nome del suo compito esistenziale. Del tutto opposto al ruolo classico della Sirena, che ammaliava seducente gli uomini d’acqua per condurli nel profondo.

Questa ricorda invece la Sirena di Manhattan, alias Daryl Hannah, che nel film di Ron Howard faceva “Splash” cercando acqua di sale tra i grattacieli di New York per poter sopravvivere.

Ps: chissà come se la passano/spassano in questi giorni le Sirene incantatrici tra i palazzi istituzionali romani… Che siano “salvagente” appare però arduo da crederlo.

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Oggi ho goduto di un mare di “occhiate”.

Eleganti, ipnotiche, incantatrici. Argentee sirene del mare.

Forse per quel moltiplicarsi quasi infinito dei loro occhi sulla coda. Che rapiscono lo sguardo di chi le incontra, ammaliandolo.

E lasciandolo preda di un amplificato stordimento visivo.

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Questa volta sotto, al mio speed date marino, è stata la volta della castagnola, “o guarracino” della famosa canzone napoletana. Il pesce seduttore che provoca uno sconquasso amoroso tra i fondali.

Si riconosce facilmente per la pinna caudale con due lobi evidenti. Insomma, una coda biforcuta. Che lo fa nuotare alquanto veloce. Incantando e abbandonando in breve anche l’umano che incontra.

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Ci sono giorni in cui una serie di circostanze fortunate mi regala la sensazione inebriante di fare il bagno di mare come fossi in un acquario senza pareti.

Solo luce in caduta libera a perpendicolo, pesci cangianti in ogni dove e sguardo che si fa blu oltremare.

Semplicemente ringrazio. In un silenzio sacrale.

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Queste, pressappoco, le poliedriche pennellate di blu che attraverso quando prendo il largo.

Sperimentando in tal modo prove salmastre d’acquarello.

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