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Posts Tagged ‘Marcello Mastroianni’

Ci manca Marcello Mastroianni.

E non solo l’attore di talento che ci ha regalato personaggi che sono nella storia del cinema, dal cronista cinico e disincantato de “La dolce vita” a quello anziano e idealista di “Sostiene Pereira”, dal pigro e meschino barone Fefe’ di “Divorzio all’italiana” al sensibile intellettuale non allineato di “Una giornata particolare”.

A mancarci è anche il suo stile, la sua eleganza, la sua misura. Lontano dai toni urlati del nostro oggi.

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Buon compleanno a Sofia Loren, icona internazionale di bellezza e bravura.

Ci sono fotogrammi della sua vita cinematografica divenuti ormai parte dell’immaginario collettivo, dal tragico e smarrito accasciarsi de “La ciociara” al seduttivo spogliarello di fronte all’ululante Mastroianni in “Ieri, oggi, domani”.

Premi, riconoscimenti, consacrazione. Ad un’attrice che ha portato sulla scena talento, sensualità, eleganza. Con uno sguardo che continua a raccontare l’incanto per il mondo. Anche oltre la celluloide. Il grido gioioso “Robbertooo, Robbertooo!” per annunciare l’Oscar a “La vita è bella” di Benigni ne è stato l’esempio più famoso.

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Ma quanto è glamour la locandina dell’edizione del Festival di Cannes di quest’anno?

Il nostro Marcello Mastroianni con ironico charme ci guarda come a dire “Ricorda, caro spettatore, che ciò che vedi è solo un gioco, una finzione. Seppur bellissima”.

Speriamo se ne ricordi, infine, la famiglia Grimaldi di Monaco, nonché reali del Principato. La bagarre suscitata dal loro boicottaggio al film biopic “Grace di Monaco” di Olivier Dahan appare davvero esagerata. La pellicola nel suo racconto resta, vivaddio, solo un film.

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Il 31 ottobre 1993 ci lasciava uno dei più geniali registi di sempre, Federico Fellini.

Insieme al ventennale della morte del Maestro, ricorrono anche i trent’anni di “E la nave va”, i quaranta di “Amarcord” e il mezzo secolo di “8 e ½”, forse il film italiano più famoso nel mondo (due premi Oscar e sette nastri d’argento).

Ha inventato personaggi memorabili, dallo “Sceicco bianco” – Alberto Sordi dell’omonimo film alla circense Gelsomina – Giulietta Masina de “La strada”,  e scene culto come quella di Sordi che fa il gesto dell’ombrello ai lavoratori ne “I vitelloni” o quella dell’immersione di una statuaria Anita Ekberg nella fontana di Trevi davanti allo sguardo incantato di un sublime Mastroianni.  E la nebbia che avvolge il borgo del suo “Amarcord” ti conduce in un mondo altro, lontano, visionario, ma dentro le radici di noi tutti. Del resto amava ricordare che “Il visionario è l’unico realista“, definendosi “un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo“. Con ricchezza di satira, sottile malinconia e uno stile sempre onirico.

“Che strano chiamarsi Federico!” è l’ultimo film di Ettore Scola, omaggio all’amico di una vita e alla storia italiana attraversata insieme. Con la rara capacità, di entrambi, di scardinare la realtà. Reinventandola.

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Di fronte al suo charme rimani incantato, e ti rendi conto che a volte l’anagrafe è un puro accidente umano.

Catherine Deneuve compie oggi, 22 ottobre, 70 anni restando nell’immaginario di tutti quella “Bella di giorno” che il regista Luis Buñuel diresse con maestria, consacrandola alla decima musa.

La “Marianne” de la Republique ha lavorato con registi del calibro di Manoel de Oliveira, Lars von Trier, Francois Truffaut, Marco Ferreri, Dino Risi, diventando anche musa dello stilista Yves Saint-Laurent e ambasciatrice dell’Unesco. I suoi amori, Marcello Mastroianni e Roger Vadim, l’hanno legata ancora di più al cinema, che continua ad occuparla, un film dopo l’altro, perché per lei “il cinema è un’occasione di libertà“. Del resto afferma: “ Il mio motore è il desiderio. Alla vigilia dei miei 70 anni mi sento audace come quando ne avevo 20.

E allora Buon Compleanno a Catherine e al suo fascino senza tempo.

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Il film “Signore e signori, buonanotte” è del 1976. Sono trascorsi quasi quarant’anni da allora, eppure l’intervista tra lo speaker del Tg3, interpretato da Marcello Mastroianni, e l’onorevole di turno è talmente attuale da risultare surreale, nonché inquietante.

Tuttavia è anche illuminante l’esegesi finale del politico. In quella spiazzante ammissione, l’elettorato vede in me un prevaricatore. Se invece voleva scegliere un uomo probo, onesto e per bene, ma che dava i voti a me?, è contenuta tutta la nostra italiana colpa.

Di furbetti del quartierino.

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