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Posts Tagged ‘made in Italy’

Il “Salone Internazionale del Libro” di Torino ha aperto le sue porte. Meraviglioso come non mai. Italiano più che mai.

E proprio per omaggiare l’intera penisola e le sue bellezze il manifesto di quest’anno rielabora il famoso dipinto “Goethe nella campagna romana” realizzato da Johann Heinrich Wilhelm Tischbein nel 1787 per celebrare il viaggio in Italia del poeta tedesco, ma anche il proprio in virtù di una borsa di studio ottenuta grazie a lui.

Così su un immaginario set cinematografico campeggia un giovane Goethe a ricordarci la Germania quale Paese ospite. Il tutto sotto gli occhi di un attento regista a cui nulla sfugge del made in Italy: libri, cibo, musica, moda, e una Lancia Y che celebra se stessa e i suoi trent’anni.

Del resto il quadro originale di Tischbein non fu un semplice ritratto-souvenir, ma la consacrazione del Grand Tour come un rito irrinunciabile e iniziatico per tutta una generazione di cultori dell’antico.

Ovvero per tutti i cultori del libro. Che amano perdersi tra le pagine, le storie, le parole… Cercandosi, cercando…

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nutella2

Lo scorso maggio Le Poste Italiane avevano persino emesso un francobollo per il cinquantenario della crema cioccolato spalmabile più conosciuta al mondo, la Nutella. Che continua a consolarci nel nostro reale immaginario, come faceva con Nanni Moretti nel film “Bianca“.

Nutella, un nome, un successo. Ma con tanti altri “fratelli”, dall’ovetto Kinder alle mitiche TicTac, dal Mon Chéri alll’Estathè, dal Tronky al Ferrero Rocher. Appunto, Ferrero. Michele Ferrero, il “papà” di tanti prodotti dolciari italiani, nati da una pasticceria di Alba trasformata in multinazionale per la sua capacità e lungimiranza. Un imprenditore italiano Doc.

La sua formula? “Pensare diverso dagli altri“, quando il cioccolato era solido renderlo cremoso. E buono. E in questo modo, famoso. Ma senza perdere di vista un modello di fabbrica anche sociale. Diventando un simbolo del made in Italy. Autenticamente “buono”, per gusto ed etica.

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gianniagnelli

Se ne andava in un giorno freddo di gennaio di dieci anni fa, e la “sua” città si fermò. Incredula, pur sapendo da tempo del suo stare.

Ma alcune persone, nel corso della loro vita, si trasformano in istituzioni. E così fu per l’Avvocato.

Con tutti i limiti di cui qualsiasi essere umano è portatore, fece di una città che era stata la prima capitale d’Italia la prima capitale dell’automobile. Che ci abbia guadagnato è indubbio, che il nonno fosse il vero precursore anche, ma creò posti di lavoro. E soprattutto prestigio nei confronti di un nome e di un modo di produrre. Il cosiddetto made in Italy gli deve molto, insieme a quel modo elegante e misurato nelle parole e nei gesti. La volgarità del nostro tempo del resto era ancora in incubazione.

Senza di lui la Fiat è diventata altro, andando sempre più altrove. Ora addirittura oltreoceano. Scordando la sua origine.

Sono passati dieci anni dalla sua scomparsa. Appaiono molti di più.

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