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Posts Tagged ‘libertà’

Amo Pippi Calzelunghe. Da sempre.

Per quel suo modo di vivere in piena libertà, eppure con un ferreo codice etico. Aperta al mondo e al nuovo, ma capace di isolarsi per interi giorni. Energia vitale allo stato puro insieme a velate malinconie. Frenesia e silenzio. Fantasia e meditazione. Coraggio e indipendenza.

Una casa nel bosco, appena fuori dal villaggio, la mitica “Villa Villacolle” in cui regna un confuso e allegro disordine. Ad accogliere il viandante un profumo di biscotti appena sfornati, un cavallo a pois e una simpatica scimmietta, l’amato signor Nilsson.

Giornate ricche di avvenimenti quelle di Pippi, che vive sola ma ha due amici, i fratelli Tommy e Annika, che la adorano per quel suo modo sfrontato, insieme serio e leggero, di affrontare la vita.

È stata la mia compagna preferita di giochi nell’infanzia, il mio esempio di emancipazione nell’adolescenza, la mia filosofia di vita poco dopo. Al punto da sentirmi sempre un po’ Pippi Calzelunghe.

Forse è anche per questo che il suo sessantesimo genetliaco (nell’edizione italiana del libro di Astrid Lindgren) mi sorprende.

Perché ci illudiamo che il Tempo non sfiori i nostri eroi. Lasciando a noi umani bazzecole e quisquiglie come i compleanni.

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“Dopo venti anni di regime e dopo cinque di guerra, eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola. Eravamo di nuovo completamente noi stessi. Ci sentivamo di nuovo uomini civili. Da oppressi eravamo ridiventati uomini liberi. Quel giorno, o amici, abbiamo vissuto una tra le esperienze più belle che all’uomo sia dato di provare: il miracolo della libertà.”

Norberto Bobbio (filosofo italiano, nel 1942 aderí al  Partito d’Azione).

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Mi astengo da qualsivoglia indicazione di voto, sia perché sacerdotessa della libertà personale sia per rispetto al tanto atteso silenzio pre-elettorale.

Ma il verso del Poeta è sempre utile bussola nelle secolari buriane.

C’è un testo, “Aspetta la tua impronta”, della poetessa Maria Luisa Spaziani, tratto da “La stella del libero arbitrio” (altra indicazione di rotta…), che può essere civico vademecum dell’approccio al voto:

L’indifferenza è inferno senza fiamme.
Ricordalo scegliendo tra mille tinte il tuo fatale grigio.

Se il mondo è senza senso,
tua è la vera colpa.
Aspetta la tua impronta
questa palla di cera.

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azulejosapacodearcos

Nel mare tormentato di questo tempo.

Ma con l’azzurro a ricordarci di non mollare i nostri ormeggi di libertà.

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Le mitiche espadrillas, le scarpe dei pescatori baschi indossate anche dai soldati al fronte durante la Guerra civile spagnola, diventano leggenda negli anni ’70 quando i Castañer, produttori di espadrillas in Catalogna dal 1927, incontrano Yves Saint Laurent che crea i primi modelli con la zeppa. Diventando così un’icona di stile.

Stile che rimane intatto anche oggi, a 90 anni da quei popolari inizi, quando la “campesina” richiamava, per semplicità e nome, la “contadina”. Nonché l’estate.

La zeppa in corda adora infatti le camminate sulla spiaggia, i colori della tela fanno vacanza spensierata, i lacci “alla schiava” inneggiano alla libertà e all’eleganza.

Ps: sono la mia calzatura estiva preferita. Da quando decisi che stavano bene alle mie bambole.

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“Il carattere che distingue la Resistenza da tutte le altre guerre é stato quello di essere più che un movimento militare, un movimento civile.”

Piero Calamandrei, politico italiano e padre Costituente.

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Michele Cascella, “Vaso di mimose”

In attesa di un tempo, speriamo non troppo futuribile, in cui le mimose possano essere semplice simbolo di primavera.

Con le donne ricordate, rispettate, stimate ogni giorno dell’anno. Impegnate con gli uomini nella costruzione del mondo. Agendo in modi diversi, ma in possesso degli stessi strumenti.

E la libertà a proteggere entrambe le forme di respiro sul pianeta.

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