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Posts Tagged ‘libertà’

Le mitiche espadrillas, le scarpe dei pescatori baschi indossate anche dai soldati al fronte durante la Guerra civile spagnola, diventano leggenda negli anni ’70 quando i Castañer, produttori di espadrillas in Catalogna dal 1927, incontrano Yves Saint Laurent che crea i primi modelli con la zeppa. Diventando così un’icona di stile.

Stile che rimane intatto anche oggi, a 90 anni da quei popolari inizi, quando la “campesina” richiamava, per semplicità e nome, la “contadina”. Nonché l’estate.

La zeppa in corda adora infatti le camminate sulla spiaggia, i colori della tela fanno vacanza spensierata, i lacci “alla schiava” inneggiano alla libertà e all’eleganza.

Ps: sono la mia calzatura estiva preferita. Da quando decisi che stavano bene alle mie bambole.

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“Il carattere che distingue la Resistenza da tutte le altre guerre é stato quello di essere più che un movimento militare, un movimento civile.”

Piero Calamandrei, politico italiano e padre Costituente.

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Michele Cascella, “Vaso di mimose”

In attesa di un tempo, speriamo non troppo futuribile, in cui le mimose possano essere semplice simbolo di primavera.

Con le donne ricordate, rispettate, stimate ogni giorno dell’anno. Impegnate con gli uomini nella costruzione del mondo. Agendo in modi diversi, ma in possesso degli stessi strumenti.

E la libertà a proteggere entrambe le forme di respiro sul pianeta.

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Non si tratta più di slogan.

Non si tratta più di post-verità.

Non si tratta più di possibilità.

Il Presidente Donald Trump sta facendo Trump. Per davvero. Quanto aveva annunciato in campagna elettorale sta accadendo. Stop Obama-care. Go on al muro anti-latinos. Stop libero commercio. Go on al protezionismo. Stop immigration. Go on America first.

Sembrava impossibile. E’.

Può stupire che un politico stia facendo quanto aveva promesso. Perché accade raramente.

Ma stupisce di più non avere ancora compreso che il tycoon repubblicano è stato votato da chi voleva quanto Trump da Presidente sta attuando.

E’ questo l’aspetto più inquietante: una buona parte di popolo americano vuole ciò.

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Lider Maximo, Comandante, icona del ‘900, capo carismatico, padre della rivoluzione cubana. Questo è stato Fidel Castro.

Ma non solo. Perché è stato anche un leader controverso. Eroe comunista per alcuni, dittatore feroce per altri. Portò l’alfabetizzazione e l’assistenza sanitaria a Cuba, limitando però la libertà dei cubani con una deriva autoritaria.

Eppure, nonostante i giudizi divisivi sul suo operato, Fidel Castro è stato indubbiamente un protagonista del ‘900. Un secolo davvero breve. Sempre più lontano.

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Sembra ormai imprescindibile dal nostro tempo non solo la Rete ma anche l’esserne prede. A volte in modo viralmente mortale. Senza più vie di fuga.

Senza quella “maglia rotta nella rete” a permetterci la libertà. O anche solo una sua pallida idea.

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L’abbiamo persa Anna Marchesini. Insieme alle sue peculiarità. Talento allo stato puro, ironia in sguardo e parola, profondità d’animo e di visione. E poi quel coraggio da leonessa imperitura che le faceva dire: “Mi rende felice cercare il coraggio, averlo, non averlo ancora ma sapere di avere la vita dentro di me.”

Rimarrà per sempre la “cecata” Signorina Carlo, la Sora Flora, la surreale Lucia dei “Promessi Sposi” secondo “Il Trio”, la sessuologa Merope Generosa. Personaggi nati in lei in ambito primordiale: “La comicità viene da un fondale molto profondo: sono scesa giù giù, ho raccolto le mie conchiglie e quando sono emersa ho fatto in modo che tutto quello che avevo portato facesse una capriola.”

Un altro sorriso si è spento poco prima, quello di Marta Marzotto. Mondina da ragazza, contessa per matrimonio, musa ispiratrice di Renato Guttuso, icona originale di stile italiano. Ma soprattutto sempre allegra e generosa, anche quando la vita le si è fatta avversa.

La battuta ironica in ogni circostanza (“Con Easy-jet oggi si sentono tutti parte del jet-set, o meglio, del jet senza il set”) ma anche la capacità introspettiva di guardare gli altri per apprendere (“La mia più grande vittoria? Aver saputo tacere, ascoltare e imparare”). E poi le scelte libere , sapendo fare sempre autoironia. Come con quel brand di moda “Marta da legare”. Un gioco, una provocazione. Ancora.

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