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Posts Tagged ‘italiani’

Compie 60 anni l’auto più  amata dagli italiani, la Fiat 500.

Simbolo del boom economico, è poi divenuta un’icona di stile. Che ora le viene riconosciuto da un’autoritá in materia, il MoMa di New York. La 500 entra infatti nella collezione permanente del Museo d’arte moderna di Manhattan.

Ricevendo così un regalo di compleanno davvero speciale.

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Sempre la stessa storia.

Bravi, virtuosi, eroi nel dopo. Cioè nell’immediato di un’emergenza.

Assenti, pressapochisti, nullafacenti nel prima. Ovvero nella prevenzione.

Sempre italiani.

Ma i primi sono lo slancio del cuore. Che è pronto a donarsi per chi necessita. Pur avendo, di suo, poco.

I secondi sono invece, o dovrebbero essere, la forza della ragione. Coloro che prendono le decisioni nelle stanze del potere. Talvolta agendo in nome del risparmio o della ruberia. Pur avendo, di loro, già molto.

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attentato dacca1

So che tra una manciata di lustri si leggerà sui libri di storia dei primi decenni del Duemila come di quelli del terrore. E degli spostamenti umani di mezzo mondo.

Così, vedendo tanto insulso e folle sfregio della vita umana, provo rabbia e ripenso a certe affermazioni forti, anche molto discusse, di Oriana Fallaci. Purtroppo drammaticamente attuali: “Gli Osama Bin Laden sono decine di migliaia, ormai, non stanno soltanto in Afghanistan o negli altri paesi arabi. Stanno dappertutto e i più agguerriti stanno proprio in Occidente. Nelle nostre città, nelle nostre strade, nelle nostre università, nei gangli della tecnologia. Trattare con loro è impossibile. Ragionarci impensabile. Trattarli con indulgenza o tolleranza o speranza, un suicidio. E chi crede il contrario è un illuso.

Come la Fallaci, “sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata di una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza.

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festa repubblica

Se il 2 giugno è Festa della Repubblica, l’augurio è che gli Italiani tutti ricordino il senso profondo della parola “Repubblica”.

Cosa di tutti, non del singolo.

Con buona pace di peculato e affini.

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italia per stranieri

Per loro, l’Italia è selvaggia, inospitale, antica, raffinata, decadente, angusta, meravigliosa, primitiva, troppo battuta dal sole, a volte lamentano una qualità del cibo pessima. Ai loro occhi, gli italiani sono alternativamente incivili e cortesi, cor­diali e insensibili, privi di tenerezza e poveri, degenerati e virili, schietti e galanti.

Chi potrebbe aver detto tali parole di noi italiani?

Gli aggettivi che ci descrivono sembrano riecheggiare attualità e invece, a sorpresa, sono il punto di vista, riportato dal curatore, Francesco Longo, della sezione scrittori stranieri del numero, “Granturismo”, della rivista letteraria “Nuovi Argomenti”, a proposito di coloro, come Bachman, Pound, Cheever, Hemingway che passarono del tempo in Italia nel Novecento.

Come a dire che, nella terra dei “gattopardi”, proprio nulla cambia.

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migranti

E così torniamo ad essere un popolo di migratori.

In base al rapporto “Italiani nel Mondo”, pubblicato dalla Fondazione Migrantes della Cei, il numero delle partenze dall’Italia ha superato quello degli arrivi dei lavoratori stranieri. Regno Unito la meta più richiesta, seguito da Germania, Svizzera e Francia. Recessione economica e disoccupazione hanno raggiunto livelli da giustificare la nuova migrazione italiana. A sorprendere semmai è che la regione da cui si registrano più partenze sia la Lombardia, seguita dal Veneto.

Possibile allora che oltre alla carenza di lavoro sia anche la perdita di fiducia nel sistema Italia a far preparare le valigie da emigranti?

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andrea-camilleri

Auguri di Buon Compleanno al Maestro Andrea Camilleri.

E in tempi di moda rottamatoria penso con gratitudine all’acuta e ironica saggezza di alcuni grandi italiani, come il padre di Montalbano.

Quegli italiani che forse andrebbero più ascoltati, nella lungimiranza del loro vedere. Che, a dispetto dell’anagrafe, è un autentico antivedere. Come quando Camilleri scrive: “Sarebbe un grave errore buttar via quello che oggi ci appare sorpassato e superfluo. Tutto serve a fare peso. Peso che incide meglio la nostra orma nella sabbia del tempo.” (da “Come la penso” di Andrea Camilleri).

E insieme a lui compleanno, e importante, per una delle sue creature più belle, “La forma dell’acqua“, della saga di Montalbano, che compie trent’anni. Ma che, in virtù di quel titolo che trovai da subito bellissimo, assume la forma che solo il lettore desidera.

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