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Posts Tagged ‘Irpinia’

Irpinia, ore 19.34 del 23 novembre 1980. La terra comincia a tremare per novanta infiniti secondi ad una magnitudo di 6,9 della scala Richter.

Fu l’Apocalisse. Tremila morti, novemila feriti, trecentomila sfollati. Paesi isolati per giorni, case inghiottite dalla terra, viadotti sbriciolati, frane ovunque. Soccorsi in ritardo, aiuti disorganizzati, ricostruzione lentissima. E il paesaggio, umano e geografico, sfregiato per sempre.

Una lezione dolorosa che obbligò il Paese, da allora, ad inventarsi la macchina della Protezione Civile. Che tante volte è stata messa in moto per i movimenti tellurici del nostro territorio. Come se avessimo compreso il modo, rapido ed efficiente, in cui muoversi dopo un evento catastrofico per portare soccorso. Senza mai imparare però a prenderci cura del territorio prima, con visione prospettica e azione concreta.

Vizio antico, purtroppo, del nostro Bel Paese.

 

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Erano 68 anni che il nostro satellite non si presentava tanto grande e luminoso.

Una luna piena speciale, una Superluna.

A cui ululano gli uomini-lupo, quelli cantati nelle leggende antiche.

E anche da Vinicio Capossela che, in uno dei suoi viaggi onirici, racconta la leggenda irpina del lupo mannaro nei suoi richiami ancestrali e misteriosi. Regalandoci, col suo ultimo album “Le Canzoni della Cupa”, “Il Pumminale”, termine antico per il licantropo:

Nella notte di luna mastro Giuseppe è uscito di casa
La luna gli ha mandato il richiamo del Pumminale…

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Nubifragio nel Messinese

Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano.” –  Alberto Moravia, da “Ho visto morire il Sud” (in “L’Espresso”, 7 dicembre 1980).

Parole scritte poco meno di trent’anni fa, quando l’Italia del Sud si aprì in Irpinia inghiottendo 3000 persone e devastando un intero territorio.

Eppure sono parole diventate tristemente atemporali. Anche in questi giorni in cui il nostro territorio continua ad avere l’acqua alla gola.

E quando succede al Sud sembra tutto più vulnerabile, perché appare, purtroppo, un po’ più lontano da tutto. Anche dal nostro comune sentire.


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