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Posts Tagged ‘Inghilterra’

Cosa ti è successo, cara Inghilterra?

Eri la Terra della Democrazia per antonomasia. Apertura e accoglienza. Incontro e possibilità.

Si approdava sulle tue coste, non così perfida Albione, per imparare la lingua lavando qualche piatto e servendo ai tavoli.

E ora tu, tanto democratica, chiudi le frontiere agli europei, facendo i distinguo su quali lavoratori saranno da te bene accolti. Ovviamente solo quelli altamente specializzati.

Congratulations! Io non ti riconosco. Per questo mi piaci molto meno. Un autentico peccato.

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Solo nazionali europee nella fase semifinale dei Mondiali di calcio 2018: Francia, Belgio, Croazia, Inghilterra.

Ma il calcio sudamericano dove si è perso?  Per quale motivo quella spettacolare fantasia di gioco è rimasta al palo? E la celebre danza con cui si confonde l’avversario che fine ha fatto?

Consoliamoci con una canzone, forse già estivo tormentone. “Amore e capoeira”, da allegra feria.

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Sebbene la foto più simbolica del royal wedding d’Inghilterra sia quella del bacio tra il principe Harry di Windsor e Meghan Markle, just married, all’uscita dalla St. George Chapel, quella meno convenzionale e reale, ma più glamour, li vede in uscita dal Castello per recarsi al più esclusivo ricevimento in Frogmore House.

Coppia patinata, quasi hollywoodiana. Che incede, lieve e consapevole, su un set real-cinematografico. Quello di “Harry, ti presento Meghan…”.

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È uno dei film che più ha contribuito a diffondere nel mondo l’immagine di Firenze e della sua bellezza.

“Camera con vista” di James Ivory compie 30 anni, ma la pellicola con tre Oscar vinti continua a sprigionare incanto per la potenza di tutti gli elementi in gioco. La felice scrittura di E.M.Forster dal cui romanzo è tratto il film, la maestria registica di Ivory non nuovo a tali risultati, il delicato equilibrio attorale su cui spicca una notevole Maggie Smith, la magica luce di cui appare ammantata la città medicea e la sua assolata campagna.

Come dimenticare infatti quella collina di spighe mosse dal vento in cui la rivelazione si rende palese ma non ancora possibile? Sarà necessaria la terra d’Albione a sciogliere i nodi. Rendendo sempre più forti i legami tra gli inglesi e la Toscana.

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Nella partita Inghilterra – Islanda degli Europei di calcio era difficile non vedere in campo, quale convitato di pietra, la parola Brexit. A tal punto che l’esito della disputa, questa volta non referendaria ma calcistica, ha visto l’uscita della “perfida Albione” dal torneo europeo.

Come se dal “Day After Brexit” tutte le porte del vecchio continente si chiudessero senza appello a chi le ha sdegnosamente snobbate.

Non diversamente dalla Spagna, battuta senza appello dagli Azzurri, squadra apparsa confusa come la sua nazione, uscita dal voto con un quadro ancora una volta frammentato e poco certo.

Ora, per trarre segni dagli aruspici del terreno di gioco, si guarda alla prossima sfida. Cioè a quella partita Italia – Germania dei quarti che porterà con sé ricordi atavici ma anche previsioni sul campo europeo politico.

Davvero possiamo credere ad un asse italo-tedesco a tessere le fila di un’Europa nuova e reattiva? O piuttosto, essendo ormai ai supplementari dell’Unione Europea, è tempo di rompere gli indugi e preferire scelte di sostanza ai soliti giochi tattici?

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Che incredibile lezione quella della vittoria calcistica della squadra inglese di Leicester.

Una lezione sui sogni, sulla fatica, sulla perseveranza, sul gioco di gruppo.

E su chi conduce. Che spesso deve dimenticare il sé, “portando il lume dietro“. Senza giovarsene. Affinché chi viene allenato ci creda e proceda.

Che lezione incredibile per la politica.

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"Equanimity " di Chris Levine e Rob Munday (2012) - National Portrait Gallery, London

“Equanimity ” di Chris Levine e Rob Munday (2012) – National Portrait Gallery, London

Oggi, 9 settembre 2015, la regina Elisabetta II diventa la Sovrana britannica che ha regnato più a lungo nella storia d’Inghilterra, superando la regina Vittoria.

Nessuna celebrazione ufficiale, come nel suo stile understatement.

Ma un pezzo di Storia è ormai scritto.

Ps: Per la storia più piccola ci pensa Madame Tussauds con un vestito tutto nuovo. Minimalia destinate a noi umani.

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Non so voi, ma io adoro, I love, la serie televisiva “Downton Abbey“.

Mi sono interrogata sul perché. Sicuramente la mia anglofilia gioca la sua parte. E l’ottima recitazione insieme all’ambientazione d’effetto fanno il resto. Però ho capito che io amo actually quei modi di rivolgersi gli uni agli altri. Con i quali, anche ai cosiddetti “piani bassi”, si era soliti comunicare, ovvero senza la truce volgarità di questi tempi barbari. In cui ad ogni parola si intercala una scurrilità, ormai sdoganata ovunque.

Ecco perché mi piace “aggirarmi” per quella dimora, origliando i loro discorsi. In punta di piedi, per non disturbare neppure la cucina in cui si serve, anche lì in maniera impeccabile, una tazza di tè. English, of course.

Ps: la colonna sonora è la ciliegina su questa sontuosa cake

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I’ m just arrived from London.

La mia testa è ancora confusa.

Di immagini, colori, parole.

Una sensazione di spensierata ebbrezza.

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Si sono appena conclusi i festeggiamenti per il Giubileo di Diamante della Regina Elisabetta II d’Inghilterra, e intorno alla donna più conosciuta del mondo ho fatto alcune scoperte:

– Non può mai fare il bagno da sola perché deve essere sempre presente una cameriera. Un autentico inno alla privacy, “Dio salvi l’intimità della regina”.

– Non può mai scegliere il vestito che dovrà indossare perché c’è chi è pagato per farlo. Al bando ogni possibile “I love shopping”.

– Non ha passaporto, perché vengono emessi in suo nome. Ça va sans dire.

– E’ l’unica persona che in Gran Bretagna può guidare senza patente. Oh my God!

– Prepara personalmente in estate, con inchiostro verde, gli 850 auguri privati di Natale. Noblesse oblige.

– Ama bere la miscela di tè “Earl Grey”. In questo assomiglia a molti di noi, comuni mortali. Ma la sovrana ne beve ventisettemila all’anno. Chapeau! In omaggio ai suoi copricapo divenuti un autentico must. A partire dalla corona, mai semplice da indossare.

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