Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Ground Zero’

Esserci stata, in quel luogo di terrore e dolore e oggi di memoria, ha fatto virare la mia percezione di quella data ormai tristemente storica, 11 settembre 2001 New York City.

Ho respirato un perimetro di tristezza, in cui l’acqua scende verso il basso, fondamenta di quelle torri, un tempo gemelle come oggi le liquide vasche, “Reflecting Pools”, coi nomi incisi di chi è stato vittima di un atto terroristico impensabile.

In una città come New York in cui tutti camminano sempre veloci, il “9/11 Memorial” è invece un’area di lentezza e silenzio. I passi che lì muovi sono un viaggio verso il fondo di quel giorno tanto buio. Pur con il “Survivor Tree”, l’albero sopravvissuto a tanta distruzione, ad ergersi quale simbolo della vita stessa.

Read Full Post »

Foto di Steve McCurry, 11 settembre 2001

Quel giorno ebbi la chiara percezione che era quello il mio dovere, che dovevo farlo, che ne andava della mia responsabilità di fotografo e di essere umano. Dovevo fotografare l’accaduto per creare una memoria degli eventi“.

Steve McCurry, fotoreporter statunitense

Read Full Post »

Troppo facile. Davvero troppo facile adesso, a dieci anni dalla sua scomparsa, dire che le parole di Oriana Fallaci dopo l’11 settembre non erano poi così visionarie e fuori misura.

All’epoca la sua “Rabbia” e il suo “Orgoglio” apparirono politicamente scorretti. Quegli attacchi verbali, ad un Islam fagocitante coi suoi pensieri e modalità il resto del mondo, fecero il vuoto intorno a lei. Che fu, come sempre, intellettualmente onesta nell’affermare che non parlava più la giornalista ma “lo scrittore”. Quindi non solo fatti, ma anche tentativo di vedere oltre il momento contingente.

E adesso file di ex detrattori della Fallaci si ascrivono ai suoi spazi mentali. Troppo facile adesso.

PS: curioso che il “numero di uscita” dell’Oriana dalla vita terrena, il 15 settembre, sia tanto incredibilmente vicino al giorno oscuro di Ground Zero.

Read Full Post »

11settembre1

Quel pomeriggio dell’undici settembre, dopo aver camminato come un animale in gabbia per due ore, ho capito che l’altrove è proprio qui, dentro di me, è sul volto dei miei figli, di mia madre, dei miei amici e, ridete pure, mi sono messa a cucinare dei piselli per la cena. Perché il mio compito è quello di continuare a fare il mio dovere di brava formichina, occupandomi delle piccole, improrogabili cose di tutti i giorni. Con grande fatica, con le lacrime agli occhi, sentivo che mi mancava la terra sotto i piedi e cercavo un pezzo di pavimento per poter fare il passo successivo, quando la routine mi è venuta in soccorso con la dolcezza delle abitudini nelle quali mi abbandono volentieri. E quel piatto di piselli era come una cattedrale nella quale rifugiarmi.” – Mina

Read Full Post »