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Posts Tagged ‘Goethe’

Il “Salone Internazionale del Libro” di Torino ha aperto le sue porte. Meraviglioso come non mai. Italiano più che mai.

E proprio per omaggiare l’intera penisola e le sue bellezze il manifesto di quest’anno rielabora il famoso dipinto “Goethe nella campagna romana” realizzato da Johann Heinrich Wilhelm Tischbein nel 1787 per celebrare il viaggio in Italia del poeta tedesco, ma anche il proprio in virtù di una borsa di studio ottenuta grazie a lui.

Così su un immaginario set cinematografico campeggia un giovane Goethe a ricordarci la Germania quale Paese ospite. Il tutto sotto gli occhi di un attento regista a cui nulla sfugge del made in Italy: libri, cibo, musica, moda, e una Lancia Y che celebra se stessa e i suoi trent’anni.

Del resto il quadro originale di Tischbein non fu un semplice ritratto-souvenir, ma la consacrazione del Grand Tour come un rito irrinunciabile e iniziatico per tutta una generazione di cultori dell’antico.

Ovvero per tutti i cultori del libro. Che amano perdersi tra le pagine, le storie, le parole… Cercandosi, cercando…

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Si tratta di un matrimonio, tra la semplicità degli ingredienti e la maniacalità dei particolari.

Non si tratta infatti di comune pasta condita col formaggio, ma di un gioco di equilibrismi che dura fino a formare quella crema che è la vera protagonista di questo piatto.

Mentre aspettiamo con impazienza la cottura degli spaghetti, trasformiamo il pecorino romano in cacio grattugiato. Quando gli spaghetti sono al punto giusto (primo step maniacale) scivolano veloci e ancora gocciolanti nella ciotola dove incontrano il cacio. Mantechiamo con qualche cucchiaio (secondo step maniacale) di acqua di cottura il composto, che già è in attesa della pioggia di pepe macinato quanto basta (terzo step maniacale). Solo la presenza di quella crema tanto appetitosa quanto filante segnala che il “matrimonio” è stato “consumato”. E allora tutti a tavola, brindando con un bicchiere di Frascati a questo ghiotto connubio!

La curiosità: anche Goethe sembra aver fatto conoscenza dell’antenato di questo piatto. Nel 1787  infatti, nel suo Viaggio in Italia, scrive che a Napoli “i maccheroni si cuociono per lo più semplicemente nell’acqua pura e vi si grattugia sopra del formaggio, che serve ad un tempo di grasso e di condimento“.

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