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Posts Tagged ‘genio’

Il 2 maggio 1519 si spegneva il Genio di Leonardo da Vinci.

Cinquecento anni. Eppure è con noi. Dalla “Gioconda” coi suoi misteri alla perfezione dell’uomo vitruviano, dalle molteplici e lungimiranti invenzioni alle incredibili intuizioni anzitempo.

Amava dire: “Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.”

Grande lezione, sempre attuale. Di cui tennero conto anche Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere”. Le scene col grande Leonardo sono mitiche. Da cineteca poi quella in cui Trosi spiega, fino allo sfinimento seppur con scarso successo, le regole di un gioco di carte al Maestro, che resta incredulo. Ma ascolta e pensa e stima.

Con lo sguardo già Oltre. Come la sua Monna Lisa.

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Scompariva 25 anni fa, il 23 gennaio 1989, Salvador Dalì.

Personalità geniale, sempre pronto a stupire con la sua estrosa e creativa capacità di vedere “altro”, spiazzando chi guarda le sue opere.

Anche solo il suo baffo, allungato in modo tale da renderlo infinito, racconta il mondo immaginifico di un artista che ha fatto del Surrealismo il suo manifesto programmatico. Sogno, inconscio e libertà sono infatti le sue parole guida.

Rinomato per i suoi dipinti folli e visionari, Dalì creò le ‘immagini doppie’, cioè un oggetto che può essere visto sia per se stesso che come parte del tutto. Così le farfalle, per esempio, si fanno vele regalando leggerezza all’andare della nave.

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Inaugurata alle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria Reale la Mostra “Leonardo. Il genio, il mito”.

Un evento che racconta il più grande genio italiano, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, nonché la sua influenza sugli artisti che al suo mito si sono ispirati, da Vasari a Warhol.

Il cuore della Mostra è il celebre “Autoritratto” di Leonardo, conservato nel caveau della Biblioteca Reale di Torino, attorniato dal “Codice sul volo degli uccelli” e da una trentina di disegni dell’artista sull’anatomia umana, le macchine e la natura.

La possibilità di vedere quelle antiche linee così uniche nel loro essere semplicemente belle è l’occasione per tornare a godere della Bellezza. Quella che, per Dostoevskij, “salverà il mondo”.

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