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Posts Tagged ‘fumetto’

Il 10 luglio 1967, dieci lustri fa, nasceva Corto Maltese, l’elegante marinaio di Hugo Pratt.

Il mitico Corto non poteva che vedere la luce in mare. La sua prima avventura fu infatti “Una ballata del mare salato”, che lo vide entrare in scena al largo delle Isole Salomone su una zattera, in seguito ad un naufragio per ammutinamento.

Uomo mediterraneo ma anche anglosassone, quindi maltese. Solitario, piratesco, misterioso. Sorriso di chi è risolto con se stesso, sguardo di chi vede oltre se stesso. Fascino naturale frammisto a sottili malinconie. All’apparenza cinico ed egocentrico, in realtà leale e attento all’altrui passo. Uno degli ultimi romantici, gesti eroici e ideali antichi.

Forse per questo continua ad esercitare il suo potere attrattivo. Oltre il tempo. Come chi entra nel nostro immaginario. Per farci stabilmente affettuosa compagnia.

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Da collezione il numero 3197 di “Topolino” che omaggia i 50 anni di Corto Maltese.

La storia non poteva che essere la parodia de “La ballata del mare salato”, col Topo più famoso che diventa Corto a partire dall’inconfondibile giacchetta.

E l’abile matita di Giorgio Cavazzano, a sua volta nel cinquantesimo di attività, riesce a rendere con sublime maestria lo sguardo nostalgico e oltremondo di Corto Maltese.

Con quel tratto che si fa colorata acqua nel raccontare passi e pensieri del mitico marinaio di Hugo Pratt.

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roy

Quando pensiamo a Roy Lichtenstein si affacciano immediatamente alle finestre della nostra mente i suoi quadri-fumetto, resi famosi dalla tecnica a “punti Ben Day”. Ma il suo lavoro come veniva elaborato? E il suo percorso artistico come si è evoluto nel tempo?

Alcune risposte sono possibili attraverso la visione dei suoi disegni esposti alla GAM di Torino, mostra che testimonia in modo esauriente la genesi dei capolavori di uno dei maestri della Pop Art. Sottolineandone così il lucido rigore intellettuale e la straordinaria capacità creativa.

E’ la stessa moglie dell’artista, Dorothy Lichtenstein, a ricordare l’importanza che aveva il disegno per Roy: Il disegno è stato primario in tutto il suo lavoro. Per ogni opera, dipinto, stampa, poster o scultura che fosse, Roy partiva sempre da un disegno. […] Con le sue immagini Roy ha riempito taccuini, quaderni di carta fiorentina finemente rilegati, blocchi per appunti e pezzi di carta, modificandole continuamente finché non ne era soddisfatto. Solo allora poteva passare al dipinto o alla scultura. Quei piccoli disegni erano la base del suo lavoro, il punto di partenza del processo, tanto che spesso li riportava sulla tela. Credo che quelle prime “concettualizzazioni” incarnino l’integrità dell’arte di Roy.

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