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Posts Tagged ‘freddo’

Un tempo c’era l’inverno.

Era scuro, freddo, silenzioso, nevoso.

Adesso, eccetto per le ore prescritte di buio, sembra una stagione nuova, nel senso di aliena. Con acqua, improvvisa e tanta, bufere estemporanee di vento, temperature di un perenne autunno, e la neve ormai solo più sognata dalla terra e dall’uomo.

Con le volpi residuali a chiedersi se hanno smarrito la strada.

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Michele De Flaviis, “La nebbia” – 2014

Incredibile come tutto si trasformi nelle mani di un artista. Rivelando bellezze nascoste.

Persino nella nebbia.

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Dipinto di Andre Khon

Ma che colore ha una giornata uggiosa“?

Quello della nostra tavolozza acquosa.

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Sarà il procedere dei cambiamenti climatici, sarà la chiusura definitiva delle mezze stagioni, sarà la liquidità del tempo stesso, ma ottobre non sembra più tale.

Ottobre era il sinonimo di castagne, funghi, ombrelli, stivali, maglioni. E il sole pronto a traslocare il proprio calore sull’altro emisfero.

Invece oggi, a dispetto del calendario, da ogni dove occhieggiano tessuti estivi e pelle scoperta. Con i gelati a farci ancora compagnia.

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L’inverno procede, come di natura, nel suo pattinare.

Con fredda eleganza, quasi mai discreto.

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merlo

Un tempo, non troppo lontano, questi erano i giorni più freddi dell’anno.

Ora protagonista unico è, ancora e sempre, l’Anticiclone, con cui cieli plumbei e neve sono solo un ricordo.

Così i “Giorni della Merla” rischiano di diventare i “Giorni della Rondine”.

E se è vero che “una rondine non fa primavera”, è ormai attestato che la “merla” non è più segno d’ inverno.

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buacneve

Bucano la neve.

Aprendo una falla nell’inverno.

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febbraio

Mese di scherzi, canzoni, amori.

Con la luce a reclamare il suo spazio.

E il freddo che, di necessità, deve arretrare.

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san martino

Il colore a sorpresa emana calore.

Il filo è sottile ma preziosissimo.

Il risultato è superbo. Seppur effimero.

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ecard

Ogni volta che penso a Erto, il mio vecchio paese, quello abbandonato dopo il Vajont, con le vetuste case una attaccata all’altra e le vie di acciottolamento buie e strette, la memoria va verso l’inverno. Il primo ricordo è il tempo degli inverni, la memoria è quella della neve. Notti infinite, silenzi laboriosi, lunghi, pazienti.” – Mauro Corona

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