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Posts Tagged ‘Francia’

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Parigi come Beirut. In guerra.

Paura per strada. Libertà sospesa.

Applicazione del piano Alfa. Per una sicurezza totale.

Avvistamento della lettera Omega. Per l’umanità intera.

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Negli ultimi giorni assistiamo ad infinite discussioni architettoniche intorno alle migliori costruzioni possibili.

C’è chi dice (ancora?) che i muri vanno innalzati (ma non avevamo festeggiato la caduta di quello di Berlino?) per rendere più sicure le nostre vite (davvero?), e c’è chi sostiene (fortunatamente) che i ponti sono quelli che servono (non per nulla sono bombardati in guerra) per unire rive e salvare vite.

Ma sono gli scogli, costruzione di natura, ad avere in questi giorni il primo piano. Indegno e surreale. Coi gabbiani umani a chiedere diritto di rifugio. E gli uomini bestiali a negarlo.

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Saken Bektiyar - "A ship liberté egalité fraternité"

Saken Bektiyar – “A ship liberté egalité fraternité”

Alla frontiera di Ventimiglia, oltre all’evidente dramma umano dei migranti, si stanno logorando le maglie della diplomazia.

Il Trattato di Schengen, nonostante i dinieghi francesi, è stato evidentemente violato, vista la chiusura della frontiera da parte della Francia. L’Europa così sembra un’addormentata, neanche troppo bella.

E la Marianne? Où est la fraternité?

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"Pesce grande" di Francesca Rundo

“Pesce grande” di Francesca Rundo

Eccolo lì ad occhieggiare.

Invitandoci all’abbocco.

Lieve, seppure consapevole.

Come solo uno scherzo intelligente riesce a fare.

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Siamo entrati in febbraio, mese del februare, ovvero del “purificarsi” o del “rimedio agli errori”. In effetti nel calendario romano febbraio era il periodo dei rituali di purificazione, tenuti in onore del dio etrusco Februus e della Dea romana Febris.

Il 2 Febbraio poi è il giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra la Presentazione di Gesù, a quaranta giorni dalla sua nascita, al Tempio di Gerusalemme. La festa è detta della “Candelora” perché si benedicono le candele, simbolo di Cristo, luce per illuminare le genti, come venne chiamato il bambino Gesù dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio.

In Francia la Candelora, Chandeleur, è conosciuta per essere il giorno delle crêpes. Infatti proprio questi dolci furono offerti, in occasione della festività, da Papa Gelasio per sfamare i pellegrini provenienti dalle terre di Francia.

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Ah, l’amour! Cupido ha fatto irruzione al  55 di rue du Faubourg-Saint-Honoré, in quel di Parigi, mettendo a soqquadro stanze austere e agiate esistenze. Che all’improvviso sembrano divenute disagiate, non tanto per le frecce d’amore, ma per le implicazioni pubbliche e politiche.

Da tempo si sapeva infatti della liaison amoureuse del Presidente francese François Hollande con la talentuosa attrice Julie Gayet.

Il problema è che la notizia è deflagrata uscendo come scoop sulla rivista Closer, che ci ha mostrato un Hollande centauro e ringalluzzito nel raggiungere l’amata/amante Julie. Dietro “casa” peraltro, perché rue du Cirque (nome davvero appropriato) è alle spalle dell’Eliseo. Con pubblica umiliazione della première dame, Valérie Trierweiler, che ha cercato di bypassare questa spiacevole situazione entrando drammaticamente in ospedale per malore, sapendo però di uscirne elegantemente per evitare un allontanamento poco dignitoso dalla residenza presidenziale. Perché in Francia il ruolo della first lady ha una sua consistenza politica, godendo la stessa di un autista, di un suo ufficio e di un capo di gabinetto a spese della presidenza.

Alla conferenza stampa del Presidente sul rilancio del Paese, le attese sulle risposte economiche si sono spostate sul fronte amoroso, ma Hollande ha derubricato il suo love affair a questione privata, lasciando a bocca asciutta chi aspettava ammissioni. Ma, pur calibrato nelle sue risposte, ecco che arriva una sua parola/verbo che odora di chiusura definitiva nei confronti di Valérie. Alla domanda del giornalista sulle condizioni della première dame, il Presidente risponde freddo e conciso: “Riposa“.

Affossando definitivamente quell’amore. Ça va sans dire.

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Abbiamo vissuto un lunedì di segnali nuovi e non così prevedibili. Ma non facilmente decifrabili.

In Francia il vento è cambiato, e con Hollande la gauche torna all’Eliseo. In Grecia vincono gli estremisti e un governo si rende difficile.

Grillo e il suo movimento portano a casa più di cinque stelle, facendo boom. Altri partiti invece fanno flop.

Funzionano le personalità, più che il nuovo. Tosi si tiene stretta la sua Verona e Orlando sembra riprendersi ancora la sua Palermo.

Tutto appare frammentato, pur con una tendenza verso minor austerità e più crescita. E in cui la forbice ricchi/poveri sia meno ampia.

Purtroppo un altro forte segnale della giornata è stato l’attentato di Genova al manager Adinolfi con tecnica definita da Brigate Rosse. Qualcosa di vecchio travestito da nuovo? Ancora “gattopardi” a cambiare un Paese per mantenerlo sempre uguale?

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