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Posts Tagged ‘Francia’

Balthus - "La Rue" (1933)

Balthus – “La Rue” (1933)

Chissà a quale rue parisienne pensò Balthus dipingendo questo quadro.

Di sicuro volle rappresentare la vita nel suo farsi. Ogni giorno. Gesti quotidiani.

L’amour, le travail, le jouer. Semplicemente la vie.

Ps: l’augurio è che le vie di Parigi, ma non solo, tornino nuovamente alla vita. Nel suo giornaliero dipanarsi.

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alain delon

Alain Delon, un autentico mito del cinema francese, ha da poco compiuto 8o anni.

Di lui l’attrice Mireille Darc, sua compagna dal 1968 al 1993, ha detto: “E’ bravissimo, è il più grande attore francese vivente. Ed è un dettaglio che si tende spesso a dimenticare.” Forse per la sua bellezza. Spiazzante, ma profonda.

Nel film “La piscina”, recitato con Romy Schneider, la sua bravura è evidente.

Proprio a quella pellicola cult si ispira il film appena giunto nelle sale “A bigger splash” di Luca Guadagnino.

Titolo che a sua volta richiama il dipinto di David Hockney. In cui l’assenza si fa presenza.

David Hockney - "A bigger splash" (1967)

David Hockney – “A bigger splash” (1967)

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Ho sempre amato Venezia. La porta orientale sul mondo.

Come dice Corto Maltese.

Quella porta aperta per accogliere. Lo straniero, il diverso, l’altro, il lontano.

E da lui apprendere il nuovo. Cambiando in parte la rotta personale.

Che una studentessa veneziana, Valeria Solesin, sia tra i caduti di Parigi fa riflettere.

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Ammetto di averci pensato: vado o non vado.

E’ il sabato sera dopo la carneficina di Parigi.

Andare a teatro mi pone nell’identificazione, seppur lontana, con gli spettatori del Bataclan.

Parigi appare però vicina. L’autore, Simenon. L’ambientazione, un Bar. Paradossalmente il “Liberty Bar”.

E la musica. Francese. Quella che riconosciamo come distensione di vita, piacere allungato. Joie de vivre.

Il commissario Maigret che indaga. E per un momento speri che il suo metodo faccia luce sugli omicidi di oggi.

In cui però di giallo non c’è nulla. Solo nero, terrore, orrore.

Il divertimento di un sabato sera a teatro si è fatto un po’ più stretto.

Ma ho sentito, in un modo minimo, di continuare la scelta della serata precedente degli spettatori francesi.

La scelta di un’effimera pausa giocosa. Che per una follia disumana si è fatta pausa definitiva di vita.

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Parigi come Beirut. In guerra.

Paura per strada. Libertà sospesa.

Applicazione del piano Alfa. Per una sicurezza totale.

Avvistamento della lettera Omega. Per l’umanità intera.

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Negli ultimi giorni assistiamo ad infinite discussioni architettoniche intorno alle migliori costruzioni possibili.

C’è chi dice (ancora?) che i muri vanno innalzati (ma non avevamo festeggiato la caduta di quello di Berlino?) per rendere più sicure le nostre vite (davvero?), e c’è chi sostiene (fortunatamente) che i ponti sono quelli che servono (non per nulla sono bombardati in guerra) per unire rive e salvare vite.

Ma sono gli scogli, costruzione di natura, ad avere in questi giorni il primo piano. Indegno e surreale. Coi gabbiani umani a chiedere diritto di rifugio. E gli uomini bestiali a negarlo.

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Saken Bektiyar - "A ship liberté egalité fraternité"

Saken Bektiyar – “A ship liberté egalité fraternité”

Alla frontiera di Ventimiglia, oltre all’evidente dramma umano dei migranti, si stanno logorando le maglie della diplomazia.

Il Trattato di Schengen, nonostante i dinieghi francesi, è stato evidentemente violato, vista la chiusura della frontiera da parte della Francia. L’Europa così sembra un’addormentata, neanche troppo bella.

E la Marianne? Où est la fraternité?

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"Pesce grande" di Francesca Rundo

“Pesce grande” di Francesca Rundo

Eccolo lì ad occhieggiare.

Invitandoci all’abbocco.

Lieve, seppure consapevole.

Come solo uno scherzo intelligente riesce a fare.

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Siamo entrati in febbraio, mese del februare, ovvero del “purificarsi” o del “rimedio agli errori”. In effetti nel calendario romano febbraio era il periodo dei rituali di purificazione, tenuti in onore del dio etrusco Februus e della Dea romana Febris.

Il 2 Febbraio poi è il giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra la Presentazione di Gesù, a quaranta giorni dalla sua nascita, al Tempio di Gerusalemme. La festa è detta della “Candelora” perché si benedicono le candele, simbolo di Cristo, luce per illuminare le genti, come venne chiamato il bambino Gesù dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio.

In Francia la Candelora, Chandeleur, è conosciuta per essere il giorno delle crêpes. Infatti proprio questi dolci furono offerti, in occasione della festività, da Papa Gelasio per sfamare i pellegrini provenienti dalle terre di Francia.

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Ah, l’amour! Cupido ha fatto irruzione al  55 di rue du Faubourg-Saint-Honoré, in quel di Parigi, mettendo a soqquadro stanze austere e agiate esistenze. Che all’improvviso sembrano divenute disagiate, non tanto per le frecce d’amore, ma per le implicazioni pubbliche e politiche.

Da tempo si sapeva infatti della liaison amoureuse del Presidente francese François Hollande con la talentuosa attrice Julie Gayet.

Il problema è che la notizia è deflagrata uscendo come scoop sulla rivista Closer, che ci ha mostrato un Hollande centauro e ringalluzzito nel raggiungere l’amata/amante Julie. Dietro “casa” peraltro, perché rue du Cirque (nome davvero appropriato) è alle spalle dell’Eliseo. Con pubblica umiliazione della première dame, Valérie Trierweiler, che ha cercato di bypassare questa spiacevole situazione entrando drammaticamente in ospedale per malore, sapendo però di uscirne elegantemente per evitare un allontanamento poco dignitoso dalla residenza presidenziale. Perché in Francia il ruolo della first lady ha una sua consistenza politica, godendo la stessa di un autista, di un suo ufficio e di un capo di gabinetto a spese della presidenza.

Alla conferenza stampa del Presidente sul rilancio del Paese, le attese sulle risposte economiche si sono spostate sul fronte amoroso, ma Hollande ha derubricato il suo love affair a questione privata, lasciando a bocca asciutta chi aspettava ammissioni. Ma, pur calibrato nelle sue risposte, ecco che arriva una sua parola/verbo che odora di chiusura definitiva nei confronti di Valérie. Alla domanda del giornalista sulle condizioni della première dame, il Presidente risponde freddo e conciso: “Riposa“.

Affossando definitivamente quell’amore. Ça va sans dire.

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