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Posts Tagged ‘filosofia’

Terremoto di Ischia, 28 luglio 1883

È diventato un modo di dire, “è successa una casamìcciola”. Per raccontare una grande confusione, un disastro. Quello che fece più di duemila vittime in seguito al terremoto ischitano del 28 luglio 1883.

Fra i sopravvissuti, per ore sotto le macerie, il diciassettenne Benedetto Croce in vacanza sull’isola di Ischia, dove perse i genitori e la sorella.

“Rinvenni a notte alta – scrisse poi il filosofo nel Contributo alla critica di me stesso del 1915 – e mi trovai sepolto fino al collo, e sul mio capo scintillavano le stelle, e vedevo intorno il terriccio giallo, e non riuscivo a raccapezzarmi su ciò ch’era accaduto, e mi pareva di sognare. Compresi dopo un poco, e restai calmo, come accade nelle grandi disgrazie. Chiamai al soccorso per me e per mio padre, di cui ascoltavo la voce poco lontano; malgrado ogni sforzo, non riuscii da me solo a districarmi. Verso la mattina (ma più tardi), fui cavato fuori, se ben ricordo, da due soldati e steso su una barella all’aperto. Lo stordimento della sventura domestica che mi aveva colpito, lo stato morboso del mio organismo che non pativa di alcuna malattia determinata e sembrava patir di tutte, la mancanza di chiarezza su me stesso e sulla via da percorrere, gl’incerti concetti sui fini e sul significato del vivere, e le altre congiunte ansie giovanili, mi toglievano ogni lietezza di speranza e m’inchinavano a considerarmi avvizzito prima di fiorire, vecchio prima che giovane.”

Quel male di vivere di cui siamo spossatamente pregni.

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E’ un libricino leggero leggero. Di misura e di pensiero. Acquatico-filosofico. Chi ama l’arte del nuoto e dell’immersione si riconosce. Per gli altri è fresca scoperta. A tutti regala quel volo ebbro ed elegante del tuffatore di Paestum che campeggia in copertina.

Un uomo che l’artista aveva fermato a mezz’aria, mentre sta per entrare in quel meraviglioso elemento di cui siamo fatti. L’acqua che leviga corpo e pensieri. In modo primordiale, non complesso. Perché, come ci ricorda l’autrice filosofa Carola Barbero citando Jean-Claude Izzo, “di fronte al mare la felicità è un’idea semplice”.

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A sessant’anni dalla sua scomparsa resta un faro nella nebbia che avvolge sempre più tutti noi.

Penso in particolare ad una sua riflessione: “L’etica è l’estetica di dentro“.

Forse da qui si dovrebbe ricominciare.

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Un piccolo trattato sul mare. E dopo il lungo inverno può esserci utile questa “talassoterapia dell’anima“, così lo definisce “Le Figaro Magazine”, in cui respirare il movimento lento delle onde e sentire la gamma cangiante dei blu.

L’autrice, Cécile Guérard, nuota tra le onde da Talete a Nietzsche, dato che sull’elemento liquido si sono soffermati quasi tutti i filosofi, forse perché, come dice Henri Michaux, “l’anima è un oceano sotto una pelle“. Ma la Guérard, che vive in Normandia dove “il mare s’impone come un’evidenza“, non si ferma alla filosofia, ci fa apparire il mare anche attraverso quei testi letterari che esistono grazie al mare, a partire dall’Odissea.

Ma solo accenni, pennellate impressionistiche in questo libretto, spruzzi di riflessioni. Con quel potere rigenerante che ha una passeggiata sulla spiaggia, con l’infinito azzurro a ritemprare corpo ed anima ad un tempo. Il recondito motivo? Perché “il mare non smette di ricominciare in noi, è per questo che ogni volta che lo vediamo, sembra che sia la prima volta.”

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